Greentips…consigli verdi – Caraffe filtranti sì o no?

Se ci seguite da un po’, lo saprete bene: noi non abbiamo mai caldeggiato l’utilizzo di caraffe filtranti. Perché condizionare l’acqua di rubinetto, quando questa è garantita per legge con le giuste qualità e il giusto apporto di sali minerali, fluoro, calcio, ecc. ecc.?

Le caraffe filtranti sono carine, sono colorate e hanno una bella linea, va bene. Riescono ad arredare la cucina con allegria, ma gli avvenimenti di queste ultime settimane ci hanno dato ragione: le caraffe filtranti sono indubbiamente inutili e, sembra, addirittura dannose. L’acqua filtrata non migliora le proprie caratteristiche, non diventa meno dura e non diventa più buona. Anzi, sembra che –se non consumata subito- faccia sviluppare dei batteri : i coliformi, il cui gruppo comprende oltre 50 generi, tra cui Citrobacter, Enterobacter, Escherichia, Hafnia, Klebsiella, Serratia e Yersinia.). Inoltre, stando alle analisi effettuate dai NAS, il filtro delle caraffe impoverirebbe l’acqua eliminando il calcio e alcuni sali minerali.

Il problema che i controlli dei NAS ha fatto emergere non implica esclusivamente la tutela della salute. Il Codacons è subito insorto contro le aziende produttrici di brocche filtranti perché le loro pubblicità, alla luce dei risultati scientifici, si sono rivelate una vera e propria truffa a discapito dei cittadini che si sono lasciati convincere dalle promesse di migliorare la qualità dell’acqua. Il CODACONS ha comunicato in questi giorni che inizierà una Class Action affinché vengano rimborsate tutte le persone che hanno acquistato delle caraffe con filtro.

Lasciamo a voi la scelta se continuare a utilizzare le caraffe filtranti (se ne sono vendute più di un milione, in Italia), ma vogliamo darvi qualche spunto di riflessione:

-          L’acqua comunicale è buona, è controllata e –nei casi necessari- integrata per tutelare la nostra salute

-          Le caraffe filtranti sembrano essere dannose; non migliorano l’acqua

-          Se l’acqua ristagna nelle caraffe, si possono creare colonie batteriche

-          Il filtro sembra rilasciare ammonio (il che non è un bene!)

-          I filtri costano (in media € 6,00 e vanno sostituiti circa ogni mese)

-          Si può ridurre l’uso di acqua in bottiglia o filtrata rifornendosi nelle Case dell’Acqua, che stanno nascendo ovunque (ora si vedono anche nei centri commerciali)

Concludendo, prima di tutto pensate alla vostra salute e fate attenzione a ciò che può influire negativamente; poi siate ecologisti: cercate soluzioni pratiche ed economiche che salvaguardino l’ambiente. Per conservare l’acqua da consumare quotidianamente, procuriamoci una bella bottiglia di vetro!

25 novembre 2011 at 12:06 Lascia un commento

Greentips…consigli verdi-20 aprile 2010

Facciamo una prova: chiedete ad amici e conoscenti cosa è successo il 20 aprile 2010. Forse nessuno più se lo ricorda, ma in quel giorno 11 operai hanno perso la vita in quello che in questi giorni è stato decretato come il più grave disastro petrolifero offshore mai accaduto. La piattaforma petrolifera di proprietà della BP ha riversato in mare 5.000.000 di barili (scriverlo in cifre rende più l’idea di quanto siano 5 milioni di barili) di petrolio.

Il 1° novembre 2011 è stato pubblicato il dossier integrale a conclusione dell’indagine della Oil Spill Commission (istituita dal Presidente USA Barak Obama) che ha indagato sulle cause e le conseguenze dell’incidente occorso alla Deepwater Horizon. Secondo la Commissione, sono stati diversi i players di questa tragedia: a parte la BP, la Halliburton e la Transocean, anche “le normative del governo sono state inefficaci e non sono state in grado di tenere il passo del progresso tecnologico delle trivellazioni offshore”. La Commissione sottolinea come, sia per comportamenti superficiali da parte delle aziende coinvolte, sia dal mancato controllo dell’ente governativo preposto abbiano seriamente minato la sicurezza dell’impianto off-shore, portando al ben noto disastro. L’intento del dossier è quello, anche, di spingere il Governo a prendere seri provvedimenti e a rivedere le norme in materia di sicurezza off-shore: moltissime piattaforme sono obsolete o danneggiate e un nuovo disastro ambientale non stupirebbe nessuno.

Mantere alta la guardia su un disastro come questo e non dimenticare quello del 1989 occorso alla Exxon Valdez, parlarne e scriverne serve a far capire ai Governi, a qualsiasi Governo, che siamo tutti responsabili e tutti coinvolti. Adeguare le leggi, pretendere che le Compagnie Petrolifere effettuino continue manutenzioni alle proprie piattaforme serve a scongiurare nuovi disastri, il che implica non piangere più morti, a non compromettere l’ecosistema in cui noi stessi viviamo. La biodiversità è la nostra ricchezza e dobbiamo preservarlo, ad ogni costo.

3 novembre 2011 at 16:05 Lascia un commento

Greentips…consigli verdi-La settimana europea per la riduzione dei rifiuti

Ridurre i rifiuti dovrebbe essere un’abitudine ormai consolidata dalla maggior parte di noi. Tutti dovremmo essere più sensibili e fare attenzione a come il nostro stile di vita e i nostri acquisti possono influire negativamente sull’ambiente.

Chi ancora non ha acquisito le buone abitudini o chi vuole approfondire ulteriori aspetti legati all’argomento, può approfittare della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, dal 19 al 27 novembre prossimi.

Questo è il terzo anno che aderiamo, a modo nostro, a questa importantissima settimana per la sensibilizzazione popolare affinchè il nostro Pianeta venga rispettato di più. Tuttavia riteniamo che non se ne parli mai abbastanza e che si possa fare sempre di più. Quindi, è con piacere che ribadiamo alcuni semplici concetti, che possono essere fatti nostri non solo nel corso della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, ma ogni giorno.

I consigli sono sempre gli stessi, ma non sono mai ripetuti a sufficienza, e sono i consigli che hanno dato vita a questo sito.

Per esempio:

  • non utilizziamo le buste di plastica (ormai bandite per legge, nei negozi), per fare la spesa utilizzate sporte o borse di tela: più resistenti, capienti e dalla vita infinita! Abbiamo più volte parlato di come ridurre la plastica nella nostra vita e di quali danni arreca all’ambiente un suo abuso. Se ancora non vi sentite abbastanza coinvolti, pensate che la plastica che buttate via, alla fine la mangiamo: la plastica abbandonata nell’ambiente entra nell’ecosistema, contaminando la flora e la fauna. Gli animali selvatici se ne cibano e i pesci assumono i polimeri dissolti nell’acqua. Basta consumare pesce contaminato per ingerire anche noi plastica!
  • scegliete, se possibile, prodotti con poco imballaggio. Per esempio, al supermercato scegliete le banane vendute a caschi nei cestoni e non quelle confezionate in un plateu di polistirolo e cellophane. Non solo si produce tanto scarto, ma proprio per questo paghiamo di più. In sostanza, paghiamo caro il rifiuto che produciamo.
  • Acquistate prodotti alla spina. Oggi esistono moltissimi punti vendita di detersivi sia per la casa che per la persona da aquistare sfusi. Sono bio, sono ecologici ed economici.
  • Se ne avete la possibilità, organizzatevi con bottiglie vuote e andate a prendere l’acqua nei punti di distribuzione che stanno nascendo in diverse città, spesso nei centri commerciali, o vicino a centri sportivi.
  • Anche il latte crudo alla spina è ormai diffusissimo. E’ buono, è fresco, non produce rifiuti e costa -in media- la metà del latte preso al banco frigo (spesso trattato per farlo durare di più).
  • Cercate di evitare la grande distribuzione, acquistando quanto più possibile dai produttori locali (o coltivate voi stessi frutta e verdura, su balconi e terrazzi). Se prendete confezioni formato famiglia, ne trarrete un vantaggio economico. Fate solo attenzione, se congelate i prodotti alimentari, di programmare il loro consumo per tempo, così da evitare di doverli scongelare con forni e forni a microonde. Perchè consumare energia utilizzando superfluamente gli elettrodomestici, quando basta lasciare il cibo in frigo la sera prima per trovarli scongelati il giorno dopo?
  • utilizziamo prodotti duraturi nel tempo. Gli usa e getta producono rifiuti inutili, che si decompongono o biodegradano in tempi da lunghi a infiniti!

La lista dei consigli per ridurre i rifiuti potrebbe allungarsi a dismisura. Ognuno ha il suo piccolo eco-segreto (che potrebbe suggerire commentando questo articolo!). Ma il consiglio più opportuno, per tutte le situazioni è: usate la testa! Ogni volta che acquistate qualcosa, pensate se state acquistando proprio il prodotto giusto. Pensate all’imballaggio e a una sua eventuale vita dopo l’utilizzo. Evitate il superfluo e, nel caso proprio doveste liberarvi di qualcosa, pensate se può essere utilizzato da altre persone: ciò che non serve più a me potrebbe servire ad altri.

Per chi volesse aderire in maniera più attiva alla Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, consigliamo di consultare il sito in cui sarà possibile leggere e scaricare tutti i documenti necessari.

Se avete dubbi o se volete altri consigli, o volete prendere spunto sfogliate pure gli Ecogreentips o mandateci delle mail con le vostre domande e i vostri suggerimenti: il tam-tam è sicuramente il modo più diretto e utile per rendersi parte attiva nella salvaguardia del nostro Pianeta.


 

2 novembre 2011 at 15:57 Lascia un commento

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