Greentips…consigli verdi – BP nel Golfo del Messico

Gli Ecogreentips sono da sempre contro l’abuso di petrolio e il disastro accaduto due mesi fa al largo del Golfo del Messico non fa altro che confermare le nostre opinioni.

Il disastro, che non ha ancora finito di provocare danni, sta costando miliardi di dollari alla British Petroleum. E’ notizia recente che ad oggi sono stati spesi 2 miliardi e 35 milioni di dollari, che sono serviti a sovvenzionare il lavoro di 37 mila persone e 4500 imbarcazioni, nonchè a indenizzare le persone colpite dal disastro che hanno presentato una richiesta di risarcimento (74.000 le pervenute, di cui 39.000 già pagate).

Il Presidente Obama ha preteso e ottenuto che fosse messo a disposizione dei lavoratori del petrolio attualmente senza lavoro un fondo di 100 milioni di dollari. Un altro fondo, di 20 miliardi di dollari (da finanziare nei prossimi quattro anni), è stato istituito per il risarcimento delle persone coinvolte. Al fine di evitare ingustizie e scorrettezze nella gestione dei rimborsi, è stato chiamato come garante Kenneth Feinberg, già sovrintendente delle richieste di risarcimento alle vittime dell’11 settembre.

L’atto (dovuto, aggiungiamo noi) di rimborsare le vittime di questo disastro non può far passare in secondo piano quanto sta ancora accadendo: la fuoriuscita di greggio non è ancora stata arginata e durante le fasi di recupero del petrolio di questi giorni si sono verificati nuovi incidenti (con due morti, correlate al disastro oltre le 11 vittime dovute all’esplosione di 67 giorni fa) e nuove copiose predite di greggio, durate per oltre 10 ore. Il tappo di contenimento, che era stato rimosso, è stato reinstallato per cercare di recuperare circa 53.000 barili di petrolio al giorno.

Non ci resta che stare a guardare cosa succederà nelle prossime settimane, se la falla verrà completamente chiusa (sono in lavorazione due pozzi di soccorso, che dovrebbero aiutare il recupero del petrolio) e se quanto già riversato in mare potrà essere recuperato, evitando così il soffocamento di un delicatissimo e già compromesso ecosistema.

Add comment 25 giugno 2010

Greentips…consigli verdi – Greenfactor

Gli Ecogreentips hanno voluto partecipare alla prima edizione del concorso Greenfactor, ideato e organizzato dall’agenzia Friulimmagine.

I greentips non hanno vinto nella loro categoria, ma sono stati comunque contattati dagli organizzatori, perchè il Comitato Scientifico ha ritenuto interessante il sito e il progetto che gli EGT stanno portando avanti da quasi un anno.

I Greentips parteciperanno quindi alla cerimonia di partecipazione, che si terrà domani (18 giugno 2010).

Speriamo che questo possa essere solo l’inizio di un verde futuro fatto di soddisfazioni e collaborazioni!

Complimenti a Friulimmagine, che ha inventato questa manifestazione e aguri agli Ecogreentips per il loro futuro!

2 comments 17 giugno 2010

Greentips…consigli verdi – L’impronta ecologica

L’impronta ecologica… Se ne sente parlare sempre più spesso, ma che cos’è?

E’ il “peso” che ognuno di noi ha sulla Terra. Cioè quante risorse naturali presenti sul Pianeta ci occorrono per vivere. Ognuno di noi utilizza per sopravvivere le risorse che la Natura ci mette a disposizione. Ma se consumiamo più di quanto la Natura riesce a riprodurre, allora iniziano i problemi. E’ quindi importante non sprecare nessuna risorsa e cercare di ridurre il nostro impatto ambientale. La vita moderna e la società in cui viviamo ci portano a consumare più prodotti di quanti davvero ce ne servano, a usare l’automobile anche quando possiamo andare a piedi, a prendere più cibo di quanto ce ne occorra e che poi finisce nella pattumiera…Tutto ciò depaupera la Natura in cui viviamo. Le foreste abbattute non riescono a crescere allo stesso ritmo con cui vengono abbattute. I tonni rossi (oggi in estinzione) non si riproducono  sufficientemente e le mattanze sterminano più esemplari di

quanti ne nascano. Alla velocità con cui si sta sfruttando il Pianeta, si è stimato che entro pochi anni dovrebbero servire due Pianeti e mezzo per soddisfare la richiesta di materie prime.

Ma è proprio necessario minare in questo modo la Terra? Come si può ridurre il proprio impatto ambientale?  Adottando piccoli, semplici e applicabili consigli verdi. Ecco qualche esempio:

TRASPORTI:

  1. andate a piedi (camminare fa anche bene alla salute e i medici stessi consigliano una camminata a passo sostenuto di almeno mezz’ora al giorno)
  2. usate di più la bicicletta
  3. utilizzate i mezzi pubblici
  4. Se usate l’automobile e vi capita di rimanere in sosta (per esempio nei parcheggi, o fuori da qualche negozio), spegnete il motore
  5. provvedete alla manutenzione costante dell’automobile, fate controllare i filtri e la pressione delle gomme: una macchina ben tenuta consuma meno!
  6. usate l’aereo solo quando davvero necessario. Per viaggi nel medio raggio, preferite i mezzi pubblici, come il treno per esempio

RISPARMIO ENERGETICO

  1. Utilizzate lampadine a basso consumo (facendo attenzione, possibilmente, ad acquistarne tipi con un basso contenuto di mercurio)
  2. Adottate sistemi per migliorare le condizioni energetiche della vostra casa (per esempio, verificate le impermeabilizzazioni di muri e tetti, installate doppi vetri, mantenete -se possibile- una temperatura interna di 20 gradi se è acceso il riscaldamento); eliminate gli spifferi da porte e finestre;
  3. Installate impianti fotovoltaici o a pannelli solari, per ridurre i consumi energetici di riscaldamento, acqua calda ed elettricità,
  4. Scegliete sempre elettrodomestici e affini con una classe energetica alta (classe A o superiori)

5. osate nuove idee che includano progetti verdi: chi può, può installare una parete verde o un tetto verde (copertura a verde del proprio tetto): ha molteplici vantaggi, tra cui ridurre e assorbire le emissioni di gas serra e proteggere termicamente il fabbricato; adottare sistemi che rendano passiva la propria casa (sistemi di autoproduzione di energia, acqua calda, ecc. ecc.);

6. prevedete un sistema di raccolta delle acque grigie o piovane: la pioggia, convogliata in taniche adatte può essere riutilizzata per irrigare orti e giardini o può essere usata per l’acqua non potabile di casa (sciacquone del wc, per esempio). Anche l’acqua usata per cuocere la pasta o per lavare la verdura può essere riutilizzata. Si può anche cercare di recuperare quella della doccia della doccia, convogliandola nel wc.

7.Fate attenzione a eventuali spifferi in casa e chiudere le fessure, riparate eventuali falle nelle tubature e riparatele.

RIDUCIAMO BENI E SERVIZI

  1. comprate meno: cercate di riparare gli oggetti, anziché buttarli via.
  2. Non buttate via oggetti per noi inutili: ciò che non serve più a noi, può servire a qualcun altro
  3. Non buttate via i vecchi vestiti, ma portarli nei centri di raccolta abiti usati.
  4. Acquistate prodotti “riciclati”, o che utilizzino componenti o imballaggi riciclati
  5. prediligete carta e cartone con il marchio FSC
  6. Create compost con i resti organici. Il compost è un ottimo fertilizzante

CAMBIATE ABITUDINI

1. limitate l’uso di condizionatori d’aria e tenete basso il riscaldamento;
2. spegnete gli elettrodomestici se non in uso ed evitate di lasciarli in stand-by
3. Mantenete gli elettrodomestici efficienti con pulizie costanti (lavate i filtri della lavatrice e lavastoviglie, sbrinate il frigo con regolarità, ecc. ecc.)
4. Prediligete oggetti che usino energia pulita (per esempio, le luci da esterno alimentate da pannelli solari)
5. Eliminate il più possibile la plastica, i derivati dal petrolio e il suo indotto: usate borse di cotone per la spesa, prediligete i prodotti con un ridotto imballaggio, acquistate alimenti a “km 0”, cioè provenienti dalle campagne limitrofe, non acquistate frutta e verdura fuori stagione

6. coltivate, se possibile, verdura ed erbe aromatiche: rosmarino, basilico, prezzemolo sono facilmente reperibili, sono facili da coltivare anche sul proprio balcone (non occorrono grandi spazi). Chi ha la possibilità di tenere dei vasi a cassetta può coltivare pomodori, fragole e insalata
7. cquistate nei piccoli negozi locali, che si servono di fornitori locali
8. Se possibile diminuite il consumo di carne: si è calcolato che l’attuale consumo mondiale di carne produce il 18% del gas che provoca l’effetto serra

COSA SI PUO’ FARE DI PIU’

1. parlate con conoscenti e amici e cercate di far adottare anche a loro tali accorgimenti
2. richiedete l’adozione di sistemi eco-friendly alle vostre amministrazioni
3. Suggerite alle scuole di introdurre l’educazione ecologica, se non è già stato fatto
4. Votate i politici che nei propri programmi includano provvedimenti di miglioramento dell’ecologia


Add comment 7 giugno 2010

Greentips…consigli verdi – Disastri petroliferi

Mentre in Luisiana si sta ancora tentando di arginare la falla causata dalla piattaforma petrolifera, è’ notizia di oggi che al largo di Singapore, in acque malesiane, uno scontro tra cargo ha causato un altro disastro ambientale. La petroliera Bunga Kelana 3, di oltre 100 mila tonnellate di stazza, è entrata in collisione con il cargo Mt Vaily, a 13 chilometri dalle coste della Malaysia. Lo squarcio nella fiancata della petroliera è di circa 10 metri e finora sono fuoriuscite circa 2000 tonnellate di petrolio. La capitaneria di porto di Singapore si è subito attivata per prestare soccorso agli equipaggi, ma è evidente che il disastro ambientale è enorme.

Gli incidenti legati all’estrazione, produzione e trasporto di petrolio non sono rari. Da sempre se ne parla, da sempre succede qualcosa per cui -in ogni angolo del mondo- un ecosistema viene distrutto dalla marea nera.

Ricordiamo, per esempio, la piattaforma al largo di Santa Barbara (California, USA) che nel 1969 è esplosa, rilasciando in mare 13mila tonnellate di petrolio, uccidendo 10.000 uccelli. Ancora peggio è accaduto nel 1979, quando in Messico, sempre a causa di una piattaforma, si sono persi in mare, in 9 mesi, 480mila tonnellate di oro nero. Ingenti sono stati gli interventi ambientalisti per salvare le tartarughe marine, che sono state trasportate con aerei in altri ambienti non contaminati. L’uragano Katrina, nel 2005, ha danneggiato pesantemente almeno una trentina di piattaforme.  Per quanto riguarda le petroliere, ricordiamo gli incidenti più gravi:

  • 1967, al largo della Cornovaglia, 80.000 tonnellate di greggio perse dalla Torrey Canyon;
  • 1989, al largo dell’Alaska la Exxon Valdez ha rilasciato circa 38.800 tonnellate di greggio;
  • 1991, al largo di Genova, 50.000 tonnellate di greggio; perse dalla Haven;
  • 1999,  al largo della Francia, 13.000 tonnellate di gasolio perse dalla Erika (bandiera maltese, ma proprietà italiana): il gasolio, arrivato sulle coste bretoni, fece strage di uccelli;
  • 1999, al largo delle Galapagos, 170.000 tonnellate di carburante provcarono la morte di numerose specie animali e l’evacuazione di molti altri individui, in seguito alla dichiarazione di stato di emergenza delle autorita ecuadoriane.

La maggior parte delle piattaforme oggi in uso, contrariamente a quanto le major petrolifere voglio lasciar intendere, non sono sicure e non sono di certo all’avanguardia. Per esempio, quella la largo della Luisiana è stata affittata a circa 500mila dollaro al giorno dalla Transocean alla BP. La BP, per la stesas cifra, avrebbe potuto acquistare e utilizzare un sistema migliore, più moderno che prevede un sistema di bloccaggio del pozzo, azionabile dalla superficie.  Altri Stati, come Norvegia e Brasile, hanno reso obbligatorio questo sistema. Gli USA si dibattono sull’adozione di questo sistema almeno dal 2000, ma non sono mai stati scelti perchè considerati costosi dal US Mineral Management Service. Ricordiamo che la BP  solo nel primo quadrimestre 2010 ha fatturato 6 miliardi di dollari e per attività di lobby al Congresso USA ha speso non meno di 3 milioni e mezzo di dollari. Evidentemente gli interessi economici sono più alti della salvaguardia dell’ambiente. (Fonti Greenpeace).

Ancora non è chiaro quanto si stia riversando in mare, dalla piattaforma al largo della Luisiana. Alcuni stimano che il disastro non sia inferiore a 25.000 barili di greggio al giorno (secondo il Wall Street Journal), mentre la BP -prima dell’incidente- dichiarava una produzione di 150.000 barili al giorno. Alla BP verranno sicuramente addebitati i costi dei danni causati e l’Azienda petrolifera ha già dichiarato che pagherà solo le perdite economiche accertate e quantificabili, ma non cprende in considerazione i danni ambientali. Ricordiamo bene come andò a finire con la Exxon Mobil. Nel 1989 alla Exxon, responsabile del disastro al largo dell’Alaska, erano stati addebitati 287 milioni di danni “tecnici” e 5 miliardi di danni ambientali. Dopo anni di appelli, perizie e udienze, la Exxon ha pagato solo 507,5 milioni di dollari.

Ma cosa succede agli ecosistemi colpiti dalle maree nere? I danni all’ecosistema non sono facili da stimare e da monitorare: le sostanze tossiche presenti nel petrolio hanno effetti sia sul plancton (componente della catena alimentare acquaticca), sia su altre specie.Al largo della Luisiana sono stati rilasciati anche 400.000 litri di disperdenti. Queste sostanze fanno sì che gli uccelli non si ricoprano di catrame (e dal punto di vista dei media è una cosa positiva: vedere uccelli coperti di catrame fa più sensazione e crea sgomento), ma uccidono l’ecosistema sommerso, causando morie di pesci e altre specie, anche già a rischio di estinzione, come il tonno rosso o rettili, come tartarughe e alligatori. Per definire i danni ambientali, è necessario prima di tutto capire qual è l’area interessata e finchè la marea nera è in movimento, non se ne può stimare l’area. Inoltre, alcuni effetti si vedranno solo nelle generazioni future, una volta che il petrolio sarà assimilato dagli individui oggi interessati.

Ma esplosioni e collisioni in alto mare non sono le prime cause di disastro ambientale. Sicuramente sono le più evidenti ed eclatanti, ma pensiamo, per esempio, anche ai lavaggi delle cisterne (che avvengono con prodotti chimici poi dispersi in mare) e all’aumento della CO2, causata dalla combuistione del petrolio.

L’unico modo per evitare questi danni è quello di abbandonare l’uso del petrolio e dei suoi derivati e adottare sistemi di produzione di energie rinnovabili, come l’eolico o il solare. Anche modificare le nostre abitudini può aiutare molto: ridurre l’uso dell’automobile, preferendo mezzi pubblici o alternativi (per esempio la bicicletta, in città); cambiando le lampadine a incandescenza a favore di quelle a basso consumo, per ridurre l’uso di energia.

6 comments 26 maggio 2010

Greentips…consigli verdi – 2010: anno della biodiversità

Questo è l’anno internazionale della biodiversità e ha come obiettivo la riduzione di perdita di specie animali e vegetali presenti sul Pianeta.

Durante tutt l’arco dell’anno saranno intraprese iniziative di ogni sorta, con l’obiettivo di promuovere, educare e sensibilizzare le persone a proteggere il mondo che ci ospita e la sua splendida natura.

I promotori e sostenitori dell’anno internazionale della biodiversità si sono riuniti ed è così nato il BIP: Biodivertisty Indicators Partnership.

Gli obiettivi principali del BIP sono:

  1. Generare le informazioni sulle tendenze della biodiversità,utili a chi può prendere decisioni a livello governativo;
  2. Garantire migliori indicatori della biodiversità a livello mondiale, implementarli e renderli disponibili;
  3. stabilire legami tra le iniziative della biodiversità a livello regionale e nazionale per consentire lo sviluppo delle capacità e migliorare la fornitura di indicatori di biodiversità.

Il WWF si è costituita parte attiva nel coordinamento e organizzazione delle iniziative previste. Sul sito del WWF sono elencate le attività principali. Vi riportiamo quelle che dovranno ancora tenersi:

1-31 maggio – Tiger Summit

7-23 maggio – Mese delle Oasi

19-23 maggio – Conferenza Nazionale sulla Biodiversità

20 maggio – European Marittime Day

13-21 maggio  – 14th Meeting of the Subsidiary Body on Scientific, Technical and Technological Advice (SBSTTA) of the Convention on Biological Diversity

18 maggio – Giornata Europea del mare

22 maggio – Giornata mondiale della Biodiversità (UNEP)

24 maggio
Giornata europea dei parchi

28-30 maggio  – Terra Futura, mostra Convegno Internazionale delle buone pratiche di sostenibilità

1-4 giugno
International Whailing Commision (IWC5)

5 Giugno  – Giornata mondiale dell’Ambiente

8 Giugno – Giornata mondiale degli Oceani

17 giugno – Giornata mondiale lotta alla desertificazione

16 settembre – Giornata Internazionale per la Conservazione della Fascia d’Ozono

20 settembre – Meeting delle parti della convenzione europea sui chirotteri (Eurobats)

26 settembre – Giornata mondiale della tigre

1 ottobre – Lancio del rapporto “Economia degli ecosistemi e della biodiversità” (CBD)

4 ottobre – Summit mondiale sulla tigre

11-15 ottobre – COP MOP del Protocollo di Cartagena

16 ottobre  – Giornata mondiale dell’alimentazione (FAO)

17 ottobre – Giornata internazionale contro la povertà (ONU)

20 ottobre – Giornata europea del paesaggio

18-29 ottobre – Decima Conferenza delle Parti della convezione sulla Biodiversità – COP 10 (Nagoya, Giappone)

1-31 novembre – International Commission for the conservation of atlantic tunas (ICCAT)

11 dicembre  – Giornata internazionale della Montagna

Il WWF chiede il sostegno di tutti noi, per poter fare ancora di più per la nostra Natura e ha iniziato un progetto di protezione delle Oasi.

” Le Oasi raccontano storie positive e piene di speranza, sono la prova concreta che difendere la biodiversità è possibile. In oltre 40 anni il WWF è riuscito a tutelare moltissime specie animali e vegetali, molte si sono salvate dall’estinzione come il cervo sardo dell’Oasi di Monte Arcosu oppure sono tornate a nidificare nel nostro Paese dopo tanti anni, come la cicogna bianca.

Nelle 100 Oasi il WWF spende oltre 10.000 euro al giorno e oggi abbiamo l’urgenza di concentrare le nostre attività per la tutela delle specie che sono ancora in pericolo. Aiutaci a salvarle. Fai con noi il primo passo verso il mondo che vogliamo.” (Fonte WWF)


3 comments 14 maggio 2010

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