Greentips…consigli verdi-l’anno dei chirotteri

Chirotteri. O più comunemente pipistrelli. Ne abbiamo già parlato e non perdiamo occasione per sottolineare quanto importanti sono questi mammiferi.

I pipistrelli sono mal visti dalle persone, perchè ad alcuni fanno impressione (assomigliano a topini con le ali) e nell’immaginario collettivo europeo vengono associati al male, come il Conte Dracula o il diavolo, a causa delle abitudini notturne e la livrea scura. In altre culture, invece, l’immagine del pipistrello è opposta: per esempio in Cina rappresenza la felicità e la buona fortuna. Non è raro trovare intarsi o dipinti di pipistrelli stilizzati nel mobilio dell’antica Cina.

Oggi si sta cercando di riscattare totalmente la ingiustificata brutta fama dei chirotteri, sottolineandone invece l’utilità: i pipistrelli sono una parte integrante e insostituibile nella catena ambientale dove vivono. Al monto esistono circa 900 specie diverse di chirotteri (in Italia ce ne sono ben 45) e si nutrono principalmente di frutta e insetti. E’ questa la loro funzione principale: nutrendosi di insetti, abbassano il numero di zanzare presenti negli insediamenti urbani e permettono quindi di ridurre drasticamente l’utilizzo di pesticidi chimici. Inoltre, nutrendosi anche di frutta, contribuscono alla dispersione dei semi delle piante, contribuendo così alla proliferazione della vegetazione.

L’uomo ha drasticamente modificato l’ambiente in cui vive, riducendo i boschi, aumentando elementi di disturbo radar, avvelenando con pesticidi gli insetti e altro ancora e questo ha drasticamente ridotto il numero di chirotteri riducendoli in alcuni casi anche a livelli allarmanti prossimi all’estinzione. Ora si è compresa appieno l’importanza della salvaguardia di questi preziosissimi mammiferi e si sta facendo di tutto per salvarli e aiutarli a proliferare.

E’ per questo che il 2011 è stato eletto come l’Anno europeo del Pipistrello e il 2012 Anno Internazionale del Pipistrello. E’ necessario che tutti noi, che amiamo i chirotteri, ci prodighiamo a informare sulla loro utilità ambientale, sollecitiamo l’installazione di bat box nelle città (Udine, per esempio, ha installato molte bat box sugli alberi in città nelle aree più adatte, per esempio vicino a corsi d’acqua ricchi di insetti per cercare di debellare naturalmente la zanzara tigre) e nei giardini privati. Si può aiutare i pipistrelli in più modi, a diversi livelli di azione, come per esempio:

  • Porteggere l’habitat naturale dei pipistrelli: non disturbarli nelle loro tane (alberi cavi, grotte e caverne, anfratti). Lasciar loro la certezza della sicurezza del nascondiglio è essenziale;
  • Creare habitat artificiali idonei: se avete un giardino, posizionate una bat box in un luogo al riparo (qui qualche consiglio), non cercate di sterminare gli insetti perchè i pipistrelli possano trovare nutrimento: ci penseranno loro a tenere lontane le zanzare! Lasciare qualche cumulo di foglie aiuterà la proliferazione di insetti che attireranno i pipistrelli (e, come già spiegato in precedenza, sono utili anche per aiutare i ricci!)
  • Proteggeteli e fate in modo che il gatto di casa non li cacci;
  • Se trovate un piccolo di pipistrello, non affidatevi a cure fai-da-te ma consegnatelo a un centro specializzato. Se volete agire nell’immediato, nutritelo con alcune gocce di latte in polvere per cani neonati diluito in acqua e tenetelo al caldo
  • Soprattutto: educate al rispetto! La prima cura verso i pipistrelli avviene rispettandoli e la conoscenza delle loro abitudini è il primo passo per rispettarlo

Vi ricordiamo che i chirotteri sono protetti per legge (L. 11 febbraio 1992, n. 157: “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio“) e per la loro tutela si applicano inoltre le prescrizioni della normativa in materia di danno ambientale (Direttiva 2004/35/CE “sulla responsabilità ambientale in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale”; Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “norme in materia ambientale”, parte VI).

Il 2011 si sta concludendo con diverse iniziative che si sono svolte in tutta europa a favore dei chirotteri, in occasione dell’Anno Europeo del Pipistrello e ci si aspetta che anche il 2012, Anno Internazionale, sarà altrettanto interessante e contiamo di darvi le necessarie informazioni quando saranno rese note dagli Organizzatori (Ministeri dell’Ambiente degli Stati aderenti e Eurobats, organizzazione dedicata alla tutela dei chirotteri).

Chi vuole giocare un ruolo attivo nella conservazione dei chirotteri, può collegarsi al sito di Eurobats e iscriversi alla newsletter o dare la propria disponibilità a lasciare feedback o aderire a future iniziative.

I pipistrelli non sono simbolo di morte, non sono cattivi, non succhiano il sangue, non si attaccano ai capelli; anzi, se trattati con cura dimostrano gioia e affetto! Non ci credete? Guardate questo video e cambierete sicurametne idea!

 

 

 

14 dicembre 2011 at 14:31 Lascia un commento

Greentips…consigli verdi – vecchia lana, nuova vita!

Per prepararsi al grande freddo che sta per arrivare avrete probabilmente tirato fuori dagli armadi i maglioni delle stagioni precedenti. Alcuni sono sicuramente ancora in ottime condizioni, ma cosa fare con quelli che non  vanno più bene o che si sono rovinai?

Se comunque ci siete affezionati e vi piange il cuore al sol pensiero di buttarli via, non preoccupatevi! E’ possibile donare ai vecchi maglioni una nuova vita. Dopo avervi già dato qualche idea, eccone altre (anche in tema natalizio) per recuperarli:

Albero di Natale: in questa pagina troverete gli schemi per tagliare la lana in cerchi di dimensioni graduali e le istruzioni per assemblare un bell’alberello eco-friendly. La base di partenza sono maglioni lavati e centrifugati in modo da infeltrirli e  farli diventare lana cotta. Assemblando più colori, il risultato è un allegro albero a cono.

Con due palline di polistirolo e un maglione a trecce (e pochi altri dettagli) sarà semplice creare un omino di neve come questo , recuperando una manica di un maglione bianco e creando il cappello da un calzino spaiato. I classici due rametti secchi costituiranno le braccia, come nella più classica tradizione degli “snowmen”.

Nel blog “beads & tricks” abbiamo trovato queste bellissime stelline e ci sono altre decorazioni natalizie da cui prendere spunto. Con pochi semplici passi sarà possibile creare decorazioni davvero personali per l’albero e la casa. Cuoricini e stelline potranno essere appesi qua e la, portando calore.

Inserendo della gommapiuma in un maglione, si può creare una confortevole nicchia per cani e gatti freddolosi. Se l’idea vi piace, ma non avete il tempo o le capacità di creare una cuccia così, è possibile acquistarle qui.

Se avete una casa country, o un’amica che ha un arredamento in stile, potete creare dei paralumi con i maglioni a trecce ecrù. Qui potete trovare altre ispirazioni in tema.

Recuperando maniche e polsini è invece possibile decorare anonimi vasi. Candele e fiori secchi saranno perfetti nei loro nuovi vestiti! Le istruzioni sono abbastanza semplici, anche se in inglese, e le foto rendono abbastanza bene l’idea dei passi da seguire.

In questo sito, invece, maglioni e calzini spaiati diventano simpatici mostriciattoli. Si potranno creare intere collezioni di dinosauri, con cui i più piccoli potranno passare le ore giocando. I disegni dei maglioni faranno nascere animaletti coloratissimi e ogni volta diversi!

13 dicembre 2011 at 16:04 Lascia un commento

Greentips…consigli verdi – Acqua pulita

L’articolo sulle caraffe filtranti ha destato interesse, ma ha fatto sorgere nuovi dubbi: se non funzionano e, anzi, sono deleterie, come si può filtrare l’acqua in modo efficace e sicuro?

E’ vero che i comuni sono obbligati ad erogare acqua sana e pulita, che deve essere costantemente controllata e integrata in caso di necessità, ma il problema si pone quando l’acqua pubblica passa per tubature non salubri delle abitazioni. Vecchi tubi, impurità, sedimenti, ruggine o agenti inquinanti possono far arrivare nelle case un’acqua tutt’altro che sana.

Come ovviare, quindi, a questo problema?

I sistemi per “pulire” l’acqua. I due più comuni e semplici sono  il filtro aeratore rompi getto, che si avvita nella parte finale del rubinetto. Il punto critico è un piccolo filtro a rete che deve essere pulito frequentemente, in quanto vi si fermano i detriti e le impurità.

Simile è il filtro frangi flusso, normalmente provvisto di una cartuccia ricaricabile con carbone attivo. Questo blocca anche i sedimenti metallici e i batteri.

Sistemi più complessi prevedono che il meccanismo filtrante venga installato sotto il lavello e la sua potenza è tale da riuscire a trattenere anche altre

sostanze inquinanti come pesticidi e solventi. La nota negativa è che i suoi filtri porosi sono l’ambiente ideale per diventare un luogo di coltura di batteri e parassiti. Per difendersi anche da questo problema, questo tipo di filtri devono disporre di un sistema disinfettante dell’acqua, normalmente con raggi UV, ozono o argento. E’ questo, forse, il sistema domestico migliore, anche se il suo costo (da € 1.200,00 in su) lo rende quasi proibitivo.

Altri sistemi, più complessi, non valgono probabilmente il loro costo. E’ il caso dei filtri a scambio ionico, superfluo nelle case perché già attivo negli acquedotti. Questo sistema blocca il nichel, il bario, il cobalto e altri metalli pericolosi.

I filtri a osmosi inversa sono uno spreco di acqua: il loro sistema di filtraggio prevede che l’acqua venga deviata, con l’innalzamento della pressione, e fatta passare attraverso una membrana semipermeabile. Il consumo all’origine è doppio rispetto all’acqua filtrata che si ottiene.

Una valida alternativa è l’acqua dei distributori comunali. Come abbiamo già scritto, molti comuni stanno creando diversi punti-acqua nelle città, in cui l’acqua naturale viene filtrata e messa a disposizione gratuitamente. Solo la frizzante ha un costo, sicuramente inferiore alle acque confezionate. Basta dotarsi si bottiglie (recuperando quelle dell’acqua confezionata si evita di aumentare la dispersione di plastica nell’ambiente!). Ad oggi questa è forse la soluzione migliore per avere in casa la miglior acqua possibile, per di più a costo zero.

25 novembre 2011 at 16:11 Lascia un commento

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