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Greentips…consigli verdi-lo zucchero naturale

Gli Ecogreentips, sabato scorso, sono andati a far visita a una vecchia e cara conoscenza: il Giardino Commestibile di Giusi Foschia.

La giornata era calda e splendida ed è stato un vero piacere andare a vedere di persona il preziosissimo lavoro di Giusi.

Giusi ci ha accompagnati tra le piante che coltiva, raccontandoci pregi e virtù di ognuna di loro. Ci ha mostrato la coltivazione in terra, l’orologio di Linneo che aveva impostato qualche stagione fa e ci ha mostrato l’essicatoio in cui trasforma le sue preziosissime erbe aromatiche ed officinali e i fiori per la cucinao per creare potpourrie.

Siamo rimasti incantati da quante piante esistano, semi sconosciute, dalle virtù più disparate. In questo e nel prossimo articolo ve ne raccontiamo due, che ci hanno colpito particolarmente e che abbiamo dovuto portare a casa!

La stevia rebaudiana è una pianta perenne, della famiglia dei crisantemi. La sua zona di origine è situata tra Brasile e Paraguay; predilige terreni sabbiosi e asciutti, in montagna, dove cresce in cespugli di circa 80 cm.

Ma cos’ha di straordinario la stevia? E’ un dolcificante natuare (e per questo privo di controindicazioni), che dolcifica da 70 a 300 volte più dello zucchero di canna, a seconda del metodo di estrazione del principio dolcificante. La stevia può essere così usata:

- Foglie fresche
- Foglie in polvere (20/30 volte più dolci dello zucchero)
- Estratto in polvere (200/300 volte più dolce dello zucchero)
- Concentrato liquido da estrazione acquosa e/o idroalcolica (circa 70 volte più dolce dello zucchero).
Quando si lavora la stevia, bisogna tener conto che il prodotto fresco una volta essiccato si riduce a un quinto del suo peso.
Ma quanto dolcifica la stevia? Una goccia di estratto equivale a circa 3 grammi di zucchero; 15 ml di estratto corrispondono a 1 kg di zucchero. Se consideriamo che un cucchiaino da caffè di zucchero pesa 2 gr e una bustina da bar pesa 5gr, farà un certo effetto scoprire che una goccia di stevia corrisponde a un cucchiaino e mezzo e 3 gocce a una bustina di zucchero!
Produrre il sostituto dello zucchero in casa non è difficile. Se si vuole utilizzare la polvere, basta mettere delle foglie ad essiccare o appendendo un rametto di stevia a testa in giù o adagiando le foglioline su di una grata a maglie fine in luogo ombreggiato e aerato. Si può anche estrarre il dolcificante naturale lasciando le foglie in infusione nell’alcool  a 95°, fancedolo poi evaporare a fiamma bassissima. Ecco il procedimento, nel dettaglio:
In un litro di alcool a 95° si devono far macerare o 100 gr di foglie secche per 12 giorni o 350 gr di foglie fresche per 15 giorni. Passato il periodo, si filtra la soluzione e la si diluisce con il 50% di acqua (cioè 1 lt di alcool e 1/2 lt di acqua) nel caso si siano usate foglie secche oppure 1/3 di litro di acqua in caso di foglie fresche. Per ridurre la presenza di alcool, come abbiamo già scritto, basta riscaldare la soluzione ottenuta a fuoco basso, senza portarla a ebollizione. Se si riduce la soluzione sino al peso di 200 gr, si ottiene un estratto con la capacità addolcente di 14 kg di zucchero.
L’unica nota negativa è che questa pianta ha un leggero retrogusto di liquirizia e quindi potrebbe compromettere il sapore degli alimenti a cui viene addizionata.
L’uso della stevia e dei suoi derivati è controversa, soprattutto in Italia. Dopo anni di studio, ne è stato permesso l’utilizzo in America e in Giappone (qui viene usata come dolcificante nella Diet Coke). In Svizzera si possono trovare i prodotti derivati in supermercati e in erboristeria. In Italia è vietata la commercializzazione dei suoi derivati, tuttavia è possibile coltivare la pianta. Ecco perchè vi diamo alcuni consigli per una sua miglior crescita in vaso (o terra). Per agevolare lo sviluppo delle foglie (che sono quelle che ci interessano), la pianta dovrà essere cimata (potata) due volte: la prima quando raggiungerà i 10-12 cm di altezza. Si dovrà aver cura di lasciare almeno due nodi, da cui si svilupperanno nuovi germogli. Allo stesso modo sidovranno cimare i nuovi getti, così da permettere alla pianta di “allargarsi”, piuttosto che allungarsi. Le dimensioni compatte della pianta cimata consentiranno di ottenere una più alta concentrazione di zucchero. Si dovrà consentire alla pianta di raggiunere i 50-60 cm prima di effettuare il primo raccolto, questo perchè le foglie più grandi e vecchie sono quelle che contengono un più alto tenore zuccherino. Benchè sia una pianta perenne e quindi naturalmente portata alla resistenza, la stevia va curata nel corso dell’anno. Durante l’estate deve essere concimata e annaffiata regolarmente, ma evitando i ristagni di acqua che farebbero marcire le radici. E’ anche preda di parassiti e funghi, facilmente gestibili se trattati con antiparassitari naturali. Resiste anche alle temperature prossime allo 0°, ma è opportuno ripararla durante la stagione fredda.
Non entriamo nel merito della polemica del perchè in Italia non si possano commercializzare prodotti derivati dalla stevia. Alcune correnti di pensiero sostengono che non è ancora stata provata la totale atossicità della pianta (ma le popolazioni del Paraguay la utilizzano da sempre e USA e Giappone l’hanno legalizzata dal 1970); altri sostengono che le lobby legate alla produzione dello zucchero tradizionale e dei dolcificanti stiano lottando contro quella che considerano una minaccia per il mercato.
Ai Greentips piace sperimentare e abbiamo già travasato la nostra piccola stevia in un bel vaso. Quando sarà il momento di raccogliere e trasformare le foglie, vi aggiorneremo sugli sviluppi e sulle prove dirette che effettueremo.

30 maggio 2011 at 13:07 1 commento

Greentips…consigli verdi-Tu offri, io cerco

Non è questione di essere esterofili, ma bisogna riconoscere che gli Americani -quando è ora di inventarsi nuove idee- sono quasi imbattibili!

Forse qualcuno di voi hanno pensato, ogni tanto, che sarebbe stato bello avere un giardino da curare o avere a disposizione un pezzettino di terra da coltivare… In alcune città queste esigenze sono state colmate dagli orti urbani, concessi dalle amministrazioni comunali. Alcuni di voi, invece, potrebbero avere il problema inverso: un giardino, grande o piccolo che sia, e poco tempo per curarlo. Gli Americani sono andati oltre e si sono inventati un modo diverso di accontentare sia i giardinieri, sia i proprietari di giardini: un sito appositamente nato per “scambiarsi” i ruoli!

Nasce così Shared Earth, un sito in cui i proprietari e i giardinieri si possono mettere in contatto e interagire.

Questo è ciò che si legge nella homepage:

Proprietari terrieri

Condividi la tua terra solo con qualcuno di fiducia e otterrai gratuitamente frutta, verdura e fiori. Nessun pezzo di terra è troppo grande o troppo piccolo!

Giardinieri e agricoltori
Ottenere un accesso gratuito alla terra e coltivare ciò che ami, condividere alcuni dei prodotti con il proprietario del terreno e tenere il resto.

I proprietari terrieri possono fare un uso più efficiente delle loro terre. I Giardinieri e gli Agricoltori avranno accesso alle terre. La nostra comunità si basa sulla premessa che possiamo creare un mondo più verde, più organico ed efficiente, giardino dopo giardino. Quindi cerchiamo di iniziare!

Meraviglioso! Tanto semplice quanto geniale. E voi cosa ne pensate? Se ci fosse anche qui un servizio del genere, ne approfittereste?

15 aprile 2011 at 08:42 Lascia un commento

Greentips…consigli verdi-Ecosostenibilità day-by-day

Gli Ecogreentips non dimenticano la loro mission: vivere in maniera sana ed ecosostenibile. Giorno dopo giorno!

Ecco alcuni semplici consigli, che si possono applicare tutti i giorni, per ridurre il nostro impatto ambientale e dare un po’ di sollievo al nostro Pianeta. Se pensate che il contributo di ciascuno sia cosa di poco conto, provate a pensare il contributo di tutti, messi assieme, che effetto può avere!

  • Installate un riduttore di flusso (o frangiflusso) ai rubinetti di casa. Miscelando l’aria all’acqua che esce dai rubinetti si può risparmiare fino al 30% di risorse idriche.
  • Fate crescere sulle finestre e balconi di casa le erbe aromatiche che usate di più: le avrete sempre a disposizione e non incrementere la catena anti ecologica dell’intera filiera: le piantine, coltivate in vivavio, raggiungono supermercati e floricoltori con i camion, avvolte in plastiche e cellophan inutili.
  • Prendiamo la buona abitudine di riciclare correttamente i nostri rifiuti: facciamo attenzione a dove gettare plastica, vetro, alluminio, carta e umido. Il cibo umido (di cui ne buttiamo via circa un quarto al giorno) produce CO2. Pensiamo a creare una compostiera, così avremo terriccio nuovo per il nostro giardino.
  • Cerchiamo di dare una seconda vita agli oggetti: ripariamo il più possibile e sfruttiamo di più i mercatini dell’usato (in altri Paesi sono sempre stati alla moda!)
  • Ricordiamoci di spegnere le luci di casa, quando non ci servono e di spegnere le luci di stand-by: anche quelle influiscono sulla nostra bolletta e sull’ambiente!
  • Cerchiamo di limitare l’uso dei condizionatori. Per mantenere fresca una casa spesso basta tenere abbassate le persiane nelle ore più calde. Anche l’arredamento aiuta: montare tende bianche o molto chiare aiuta a riflettere il calore e in casa ne entrerà meno. Inoltre, il riverbero che si crea ci permetterà di non accendere troppe luc in casa. D’inverno, invece, è più salutare tenere il riscaldamento intorno a 20°-21°. Se sentite freddo, basterà mettere un maglione più grosso, o avvolgersi con un bel plaid quando si guarda la TV!
  • In camera da letto, sempre per risparmiare energia, basterà dotare il letto di un ottimo piumino e mettere un doppio set di lenzuola.
  • Per isolare i pavimenti e mantere di più il calore in casa, usate tappeti

E voi, cosa fate per risparmiare energia e acqua nel vostro quotidiano?

1 marzo 2011 at 12:56 Lascia un commento

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