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Greentips…consigli verdi-Verde Natale

Mancano pochi giorni al Natale e probabilmente avrete già provveduto ad addobbare casa e a prendere i regali per parenti e amici. Alcuni, invece, ci stanno pensando in questi giorni e tra una corsa e l’altra sono alla ricerca di regali per parenti e amici. Ma lo state facendo in maniera green? Ecco alcuni consigli: per prima cosa, evitiamo il consumismo a tutti i costi.  Non cediamo ai messaggi pubblicitari che quotidianamente ci spingono ad acquistare questo o quel prodotto. Pensiamo bene a chi vogliamo indirizzare il nostro dono e cerchiamo un’alternativa ecologica.

Cercate di programmare bene il giro-negozi. Non saltate da un centro commerciale all’altro, vagando da un negozio all’altro alla ricerca di ispirazione. Piuttosto, dedicate un momento della vostra giornata e pensate bene cosa volete regalare a chi. Dopo mettete nero su bianco dove trovare ciò che vi serve e organizzatevi il giro. Non fate spese da soli: chiamate almeno un amico, o amica: vi divertirete di più e sposterete un’auto sola (se proprio dovete usare l’auto…).

Pensate a soluzioni alternative. Per esempio, perché non regalate a tutti un albero tramite Tree-Nation? Sicuramente è un regalo originale, che rimarrà per sempre nelle vite degli altri e avremo anche dato un notevole contributo allo sviluppo di aree depresse del mondo.

Ricordate che i vostri acquisti condizionano il mercato: scegliete aziende che non sfruttano i minori; se acquistate oggetti in carta o legno (libri o attrezzi per la cucina, per esempio), fate attenzione che riportino il marchio FSC. Provate a fare un giro anche nei negozi del commercio equo e solidale. Contribuirete allo sviluppo e al sostentamento di popolazioni attualmente in difficoltà.

Se scegliete oggetti hi-tech, cercate quelli che consumano meno o i cui produttori prestino particolare attenzione all’ecologia (per esempio eliminando sostanze tossiche).

Se volete fare l’albero, si aprono diverse possibilità. E’ ancora aperta la diatriba se sia meglio vero o di plastica. Abbiamo già approfondito questo tema e, alla fine, rimane una scelta personale: se lo scegliete finto, è vero che è fatto in plastica, ma è anche vero che avrà una lunga vita. Se lo scegliete vero sicuramente eliminerete la plastica dalle vostre case, ma in questo caso cercate alberi certificati, provenienti da vivai che ne assicurano la crescita in luoghi specializzati e che non depauperano il patrimonio naturale. Ci sono grandi gruppi, come Ikea, che vendono alberi veri certificati e li ritirano passato il periodo natalizio e devolvono una parte delle vendite a progetti di salvaguardia delle foreste nazionali. L’idea alternativa all’acquisto di un vero albero è la decorazione di rami di pino potati con addobbi ricavati da materiale riciclato, come carta, cartone, lana o altro.

A seconda delle tradizioni familiari, c’è l’uso di festeggiare in casa il Natale o con il Cenone della vigilia o con il pranzo del 25. Anche in questo momento è facile organizzare una bella festa ecosostenibile. Preferite i cibi di stagione e a km 0. Se pensate di non avere tempo per la spesa, affidatevi ai professionisti del fresco a domicilio. Sono aziende che si stanno specializzando nella consegna a domicilio di prodotti locali. Anche il pesce può essere scelto con cura, evitando quello che arriva da mari lontani e preferendo il nostro ottimo ma bistrattato pesce azzurro. Aiutate l’economia locale e voi spendete meno! Frutta esotica o caviale non sono parte della nostra tradizione: lo sono diventati grazie al marketing. Non acquistate più cibo del necessario. E’ vero che l’abbondanza “fa festa”, ma è anche vero che lo spreco è un delitto! Tornare alle tradizioni ci avvicina allo spirito natalizio, ci fa risparmiare e salvaguardiamo l’ambiente!

Per organizzare una bella festa e vivere il clima natalizio pienamente non è necessario lasciarsi andare a spese folli, cercando per forza la frutta fuori stagione o il regalo più moderno. Ci dimentichiamo troppo spesso che è davvero il pensiero, quello che conta, non solo per le persone più care, ma anche per la Terra che ci ospita.

21 dicembre 2011 at 12:57 Lascia un commento

Greentips…consigli verdi – vecchia lana, nuova vita!

Per prepararsi al grande freddo che sta per arrivare avrete probabilmente tirato fuori dagli armadi i maglioni delle stagioni precedenti. Alcuni sono sicuramente ancora in ottime condizioni, ma cosa fare con quelli che non  vanno più bene o che si sono rovinai?

Se comunque ci siete affezionati e vi piange il cuore al sol pensiero di buttarli via, non preoccupatevi! E’ possibile donare ai vecchi maglioni una nuova vita. Dopo avervi già dato qualche idea, eccone altre (anche in tema natalizio) per recuperarli:

Albero di Natale: in questa pagina troverete gli schemi per tagliare la lana in cerchi di dimensioni graduali e le istruzioni per assemblare un bell’alberello eco-friendly. La base di partenza sono maglioni lavati e centrifugati in modo da infeltrirli e  farli diventare lana cotta. Assemblando più colori, il risultato è un allegro albero a cono.

Con due palline di polistirolo e un maglione a trecce (e pochi altri dettagli) sarà semplice creare un omino di neve come questo , recuperando una manica di un maglione bianco e creando il cappello da un calzino spaiato. I classici due rametti secchi costituiranno le braccia, come nella più classica tradizione degli “snowmen”.

Nel blog “beads & tricks” abbiamo trovato queste bellissime stelline e ci sono altre decorazioni natalizie da cui prendere spunto. Con pochi semplici passi sarà possibile creare decorazioni davvero personali per l’albero e la casa. Cuoricini e stelline potranno essere appesi qua e la, portando calore.

Inserendo della gommapiuma in un maglione, si può creare una confortevole nicchia per cani e gatti freddolosi. Se l’idea vi piace, ma non avete il tempo o le capacità di creare una cuccia così, è possibile acquistarle qui.

Se avete una casa country, o un’amica che ha un arredamento in stile, potete creare dei paralumi con i maglioni a trecce ecrù. Qui potete trovare altre ispirazioni in tema.

Recuperando maniche e polsini è invece possibile decorare anonimi vasi. Candele e fiori secchi saranno perfetti nei loro nuovi vestiti! Le istruzioni sono abbastanza semplici, anche se in inglese, e le foto rendono abbastanza bene l’idea dei passi da seguire.

In questo sito, invece, maglioni e calzini spaiati diventano simpatici mostriciattoli. Si potranno creare intere collezioni di dinosauri, con cui i più piccoli potranno passare le ore giocando. I disegni dei maglioni faranno nascere animaletti coloratissimi e ogni volta diversi!

13 dicembre 2011 at 16:04 Lascia un commento

Greentips…consigli verdi – Lo spreco alimentare

Lo abbiamo sempre detto e lo sosterremo sempre: dobbiamo fare un passo indietro! E non solo nella riduzione dei nostri ritmi, vivendo da downshifter, ma anche ponendo attenzione al cibo che acquistiamo, a quello che consumiamo  e a quello che buttiamo via.

Il sistema economico in cui ci siamo infilati è un ginepraio di sprechi e ingiustizie che ci stanno portando lentamente al collasso. Non conosciamo più la differenza tra cibo buono  e cattivo: tutto sembra uguale, tutto standardizzato. Frutta, verdura e carne provengono da coltivazioni e allevamenti intensivi, in cui la crescita accelerata va a discapito della qualità e del sapore. Tutto viene pompato con sostanze chimiche che rendono le piante più prolifiche,forti e resistenti  e le carni degli animali vengono gonfiate con steroidi e anabolizzanti. Persino i pesci degli allevamenti ittici non sono salvi: a questi vengono dati antibiotici in abbondanza. E tutto questo entra nella nostra catena alimentare. Noi non ce ne rendiamo conto, ma avere le fragole a febbraio o le trote salmonate con carni più rosate hanno un rovescio della medaglia che dovrebbe allarmarci.

Le coltivazioni intensive hanno un impatto notevole sull’ambiente. Per esempio, agli agricoltori vengono dati incentivi per avviare determinate coltivazioni. Ma se queste, una volta raggiunte a maturazione, non sono più convenienti sul mercato non vengono raccolte perché la loro lavorazione costerebbe più di ciò che si guadagnerebbe: più del 3,3% delle coltivazioni rimangono sul campo perché non convenienti. Questo, però, implica comunque un dispendio di energie delle forze agricole nelle fasi di semina; implica un diffuso utilizzo di pesticidi per evitare incursioni di parassiti; implica uno spreco di acqua per irrigazione inutile!

Anche gli allevamenti di bestiame non sono propriamente ecologici. Al di là della crudeltà con cui spesso vengono tenuti gli animali e su cui se ne potrebbe parlare a lungo, c’è da dire che le stalle sono considerate una delle maggiori cause di inquinamento da CO2 e una delle cause dell’effetto serra, nonché dello spreco di acqua. Si è calcolato che per ogni bistecca messa in tavola, ci siano voluti 4.650 litri di acqua per la sua produzione (compresa l’acqua consumata dal bestiame per dissetarsi).

E’ necessario devastare la terra per mangiare? Secondo molti, no. Purtroppo, però, le leggi di mercato impongono il contrario: questo spreco di risorse (umane, idriche, agricole, di denaro) sono il prodotto della maggior richiesta soprattutto delle grosse catene. Il concetto è: acquistare di più per comperare a meno. Ma questo facile sillogismo ha scatenato delle reazioni a catena per cui nessuno, alla fine, ne trae vantaggio se non gli stessi grossi gruppi. I produttori agricoli e gli allevatori sono costretti a intensificare il loro lavoro, impoverendo i prodotti, per venderli a prezzi bassissimi che coprono a malapena le spese sostenute. Il nostro pianeta si impoverisce, perché terreni e animali vengono stressati a livelli ben superiori rispetto ai tempi naturali di rigenerazione.

Ha senso tutto ciò? Non sembra proprio. Immettere sul mercato quantità di cibo eccessive comporta anche una eccessiva produzione di rifiuti. E’ un dato recente: lo spreco alimentare ha raggiunto, nel nostro Paese, il 3% del nostro PIL. Sprecare cibo è immorale, perché non necessario e perché ciò che noi gettiamo quotidianamente potrebbe essere, invece, destinato a chi ne ha davvero bisogno. Purtroppo, il sistema economico che si è instaurato impone che il cibo prodotto in eccedenza venga eliminato, piuttosto che ridistribuito, perché costa meno.

Come è possibile ridurre lo spreco alimentare? Intanto, rivedendo il modo di fare la spesa. L’economia più veloce, il benessere creatosi in questi anni, il battage pubblicitario che incita l’acquisto hanno fatto sì che la collettività non si soffermi a pensare se un bene è davvero necessario. Chi va a fare la spesa, molto spesso, fa acquisti impulsivi. Il marketing aziendale, poi, non aiuta: gli scaffali dei supermercati sono allestiti in maniera tale da mettere a portata di mano i prodotti che devono essere spinti sul mercato. I ritmi di oggi non ci consentono di prenderci il tempo necessario per pianificare la spesa settimanale: quanti di voi programmano i pranzi e le cene e fanno la spesa di conseguenza? Al giorno d’oggi è più semplice avere tutto a disposizione nel proprio frigo. Se poi qualcosa è scaduta o è andata a male, la si getta (spesso con pochi rimorsi).

E’ necessario quindi fare un passo indietro. Dobbiamo riprenderci prima di tutto il nostro tempo. Dobbiamo fermarci a pensare a ciò che davvero riusciremo a consumare, senza riempire il frigo con eccedenze inutili. Il secondo passo è acquistare meno, più spesso e sotto casa, magari preferendo i piccoli negozi e i produttori locali, se possibile. Una moda che non tramonta mai e che anzi sta crescendo è quella di coltivare sul balcone, o in terrazzo o nel proprio giardino la frutta e la verdura di maggior consumo. Pomodori ciliegini e fragole sono un grande classico degli orti urbani e spesso sostituiscono gerani e begonie nelle fioriere.

Un altro consiglio è quello di ridurre il consumo di carne. Anche in questo caso, se si può scegliere è meglio preferire un macellaio di fiducia, che ci venda la carne proveniente da allevamenti sicuri e vicini. In alternativa si può scegliere il pesce, purché pescato nei nostri mari, fresco e non congelato.

Effettuare costanti pulizie del frigo e della dispensa. E’ necessario eliminare i prodotti scaduti e notare quali cibi vengono più spesso gettati perché non consumati: notare gli errori aiuta a non commetterne in futuro. E’ inutile acquistare troppo, se si consuma meno.

Non è sempre proficuo acquistare i prodotti freschi in offerta: il prezzo basso può indurre ad acquistare più del necessario, aumentando così’ lo spreco. Inoltre, i prodotti che costano meno spesso provengono da coltivazioni intensive, che offrono frutta e verdura senza gusto. Meglio, allora, acquistare prodotti locali o biologici. Anche se costano di più, una ridotta quantità è sicuramente più gustosa e non andrà sprecata.

E voi, che altri consigli avete per evitare lo spreco alimentare?

20 luglio 2011 at 11:45 Lascia un commento

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