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Greentips…consigli verdi – Acqua pulita
L’articolo sulle caraffe filtranti ha destato interesse, ma ha fatto sorgere nuovi dubbi: se non funzionano e, anzi, sono deleterie, come si può filtrare l’acqua in modo efficace e sicuro?
E’ vero che i comuni sono obbligati ad erogare acqua sana e pulita, che deve essere costantemente controllata e integrata in caso di necessità, ma il problema si pone quando l’acqua pubblica passa per tubature non salubri delle abitazioni. Vecchi tubi, impurità, sedimenti, ruggine o agenti inquinanti possono far arrivare nelle case un’acqua tutt’altro che sana.
Come ovviare, quindi, a questo problema?
I sistemi per “pulire” l’acqua. I due più comuni e semplici sono il filtro aeratore rompi getto, che si avvita nella parte finale del rubinetto. Il punto critico è un piccolo filtro a rete che deve essere pulito frequentemente, in quanto vi si fermano i detriti e le impurità.
Simile è il filtro frangi flusso, normalmente provvisto di una cartuccia ricaricabile con carbone attivo. Questo blocca anche i sedimenti metallici e i batteri.
Sistemi più complessi prevedono che il meccanismo filtrante venga installato sotto il lavello e la sua potenza è tale da riuscire a trattenere anche altre
sostanze inquinanti come pesticidi e solventi. La nota negativa è che i suoi filtri porosi sono l’ambiente ideale per diventare un luogo di coltura di batteri e parassiti. Per difendersi anche da questo problema, questo tipo di filtri devono disporre di un sistema disinfettante dell’acqua, normalmente con raggi UV, ozono o argento. E’ questo, forse, il sistema domestico migliore, anche se il suo costo (da € 1.200,00 in su) lo rende quasi proibitivo.
Altri sistemi, più complessi, non valgono probabilmente il loro costo. E’ il caso dei filtri a scambio ionico, superfluo nelle case perché già attivo negli acquedotti. Questo sistema blocca il nichel, il bario, il cobalto e altri metalli pericolosi.
I filtri a osmosi inversa sono uno spreco di acqua: il loro sistema di filtraggio prevede che l’acqua venga deviata, con l’innalzamento della pressione, e fatta passare attraverso una membrana semipermeabile. Il consumo all’origine è doppio rispetto all’acqua filtrata che si ottiene.
Una valida alternativa è l’acqua dei distributori comunali. Come abbiamo già scritto, molti comuni stanno creando diversi punti-acqua nelle città, in cui l’acqua naturale viene filtrata e messa a disposizione gratuitamente. Solo la frizzante ha un costo, sicuramente inferiore alle acque confezionate. Basta dotarsi si bottiglie (recuperando quelle dell’acqua confezionata si evita di aumentare la dispersione di plastica nell’ambiente!). Ad oggi questa è forse la soluzione migliore per avere in casa la miglior acqua possibile, per di più a costo zero.
Greentips…consigli verdi – Caraffe filtranti sì o no?
Se ci seguite da un po’, lo saprete bene: noi non abbiamo mai caldeggiato l’utilizzo di caraffe filtranti. Perché condizionare l’acqua di rubinetto, quando questa è garantita per legge con le giuste qualità e il giusto apporto di sali minerali, fluoro, calcio, ecc. ecc.?
Le caraffe filtranti sono carine, sono colorate e hanno una bella linea, va bene. Riescono ad arredare la cucina con allegria, ma gli avvenimenti di queste ultime settimane ci hanno dato ragione: le caraffe filtranti sono indubbiamente inutili e, sembra, addirittura dannose. L’acqua filtrata non migliora le proprie caratteristiche, non diventa meno dura e non diventa più buona. Anzi, sembra che –se non consumata subito- faccia sviluppare dei batteri : i coliformi, il cui gruppo comprende oltre 50 generi, tra cui Citrobacter, Enterobacter, Escherichia, Hafnia, Klebsiella, Serratia e Yersinia.). Inoltre, stando alle analisi effettuate dai NAS, il filtro delle caraffe impoverirebbe l’acqua eliminando il calcio e alcuni sali minerali.
Il problema che i controlli dei NAS ha fatto emergere non implica esclusivamente la tutela della salute. Il Codacons è subito insorto contro le aziende produttrici di brocche filtranti perché le loro pubblicità, alla luce dei risultati scientifici, si sono rivelate una vera e propria truffa a discapito dei cittadini che si sono lasciati convincere dalle promesse di migliorare la qualità dell’acqua. Il CODACONS ha comunicato in questi giorni che inizierà una Class Action affinché vengano rimborsate tutte le persone che hanno acquistato delle caraffe con filtro.
Lasciamo a voi la scelta se continuare a utilizzare le caraffe filtranti (se ne sono vendute più di un milione, in Italia), ma vogliamo darvi qualche spunto di riflessione:
- L’acqua comunicale è buona, è controllata e –nei casi necessari- integrata per tutelare la nostra salute
- Le caraffe filtranti sembrano essere dannose; non migliorano l’acqua
- Se l’acqua ristagna nelle caraffe, si possono creare colonie batteriche
- Il filtro sembra rilasciare ammonio (il che non è un bene!)
- I filtri costano (in media € 6,00 e vanno sostituiti circa ogni mese)
- Si può ridurre l’uso di acqua in bottiglia o filtrata rifornendosi nelle Case dell’Acqua, che stanno nascendo ovunque (ora si vedono anche nei centri commerciali)
Concludendo, prima di tutto pensate alla vostra salute e fate attenzione a ciò che può influire negativamente; poi siate ecologisti: cercate soluzioni pratiche ed economiche che salvaguardino l’ambiente. Per conservare l’acqua da consumare quotidianamente, procuriamoci una bella bottiglia di vetro!













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