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Greentips…consigli verdi-La settimana europea per la riduzione dei rifiuti
Ridurre i rifiuti dovrebbe essere un’abitudine ormai consolidata dalla maggior parte di noi. Tutti dovremmo essere più sensibili e fare attenzione a come il nostro stile di vita e i nostri acquisti possono influire negativamente sull’ambiente.
Chi ancora non ha acquisito le buone abitudini o chi vuole approfondire ulteriori aspetti legati all’argomento, può approfittare della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, dal 19 al 27 novembre prossimi.
Questo è il terzo anno che aderiamo, a modo nostro, a questa importantissima settimana per la sensibilizzazione popolare affinchè il nostro Pianeta venga rispettato di più. Tuttavia riteniamo che non se ne parli mai abbastanza e che si possa fare sempre di più. Quindi, è con piacere che ribadiamo alcuni semplici concetti, che possono essere fatti nostri non solo nel corso della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, ma ogni giorno.
I consigli sono sempre gli stessi, ma non sono mai ripetuti a sufficienza, e sono i consigli che hanno dato vita a questo sito.
Per esempio:
non utilizziamo le buste di plastica (ormai bandite per legge, nei negozi), per fare la spesa utilizzate sporte o borse di tela: più resistenti, capienti e dalla vita infinita! Abbiamo più volte parlato di come ridurre la plastica nella nostra vita e di quali danni arreca all’ambiente un suo abuso. Se ancora non vi sentite abbastanza coinvolti, pensate che la plastica che buttate via, alla fine la mangiamo: la plastica abbandonata nell’ambiente entra nell’ecosistema, contaminando la flora e la fauna. Gli animali selvatici se ne cibano e i pesci assumono i polimeri dissolti nell’acqua. Basta consumare pesce contaminato per ingerire anche noi plastica!- scegliete, se possibile, prodotti con poco imballaggio. Per esempio, al supermercato scegliete le banane vendute a caschi nei cestoni e non quelle confezionate in un plateu di polistirolo e cellophane. Non solo si produce tanto scarto, ma proprio per questo paghiamo di più. In sostanza, paghiamo caro il rifiuto che produciamo.
- Acquistate prodotti alla spina. Oggi esistono moltissimi punti vendita di detersivi sia per la casa che per la persona da aquistare sfusi. Sono bio, sono ecologici ed economici.
- Se ne avete la possibilità, organizzatevi con bottiglie vuote e andate a prendere l’acqua nei punti di distribuzione che stanno nascendo in diverse città, spesso nei centri commerciali, o vicino a centri sportivi.
- Anche il latte crudo alla spina è ormai diffusissimo. E’ buono, è fresco, non produce rifiuti e costa -in media- la metà del latte preso al banco frigo (spesso trattato per farlo durare di più).
- Cercate di evitare la grande distribuzione, acquistando quanto più possibile dai produttori locali (o coltivate voi stessi frutta e verdura, su balconi e terrazzi). Se prendete confezioni formato famiglia, ne trarrete un vantaggio economico. Fate solo attenzione, se congelate i prodotti alimentari, di programmare il loro consumo per tempo, così da evitare di doverli scongelare con forni e forni a microonde. Perchè consumare energia utilizzando superfluamente gli elettrodomestici, quando basta lasciare il cibo in frigo la sera prima per trovarli scongelati il giorno dopo?
- utilizziamo prodotti duraturi nel tempo. Gli usa e getta producono rifiuti inutili, che si decompongono o biodegradano in tempi da lunghi a infiniti!
La lista dei consigli per ridurre i rifiuti potrebbe allungarsi a dismisura. Ognuno ha il suo piccolo eco-segreto (che potrebbe suggerire commentando questo articolo!). Ma il consiglio più opportuno, per tutte le situazioni è: usate la testa! Ogni volta che acquistate qualcosa, pensate se state acquistando proprio il prodotto giusto. Pensate all’imballaggio e a una sua eventuale vita dopo l’utilizzo. Evitate il superfluo e, nel caso proprio doveste liberarvi di qualcosa, pensate se può essere utilizzato da altre persone: ciò che non serve più a me potrebbe servire ad altri.
Per chi volesse aderire in maniera più attiva alla Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, consigliamo di consultare il sito in cui sarà possibile leggere e scaricare tutti i documenti necessari.
Se avete dubbi o se volete altri consigli, o volete prendere spunto sfogliate pure gli Ecogreentips o mandateci delle mail con le vostre domande e i vostri suggerimenti: il tam-tam è sicuramente il modo più diretto e utile per rendersi parte attiva nella salvaguardia del nostro Pianeta.
Greentips…consigli verdi – Ricci in autunno
Il riccio è E’ un Mammifero e appartiene all’Ordine degli Insettivori. Il suo peso oscilla tra gli 800 e 1200 grammi (la femmina è più grande del maschio) e la lunghezza è mediamente di 30cm. Il muso è lungo e appuntito, ricoperto di pelo; le orecchie sono corte e arrotondate. La vista non è molto sviluppata, ma è ben compensata da un udito e un olfatto eccellenti. Il corpo è ricoperto da circa 5.000 aculei, irti e appuntiti, della lunghezza di circa 2 cm.
Quando il riccio si sente minacciato si chiude a palla, proteggendo il muso e gli organi vitali con gli aculei, che grazie alla muscolatura che li sostiene, assumono una posizione a zig-zag impenetrabile per la maggior parte dei possibili predatori. Questo è anche il motivo per cui molti ricci muoiono schiacciati dalle auto: la loro difesa davanti al pericolo è l’immobilità, chiusi a palla. Le auto, purtroppo, non possono far molto per evitarli.
Il riccio ha abitudini notturne: al crepuscolo esce dalla sua tana per cercare cibo. Il riccio è pressoché onnivoro, ma la sua dieta è composta per lo più da piccoli invertebrati (coleotteri, lumache, millepiedi, scarabei), carne, frutta. Se ne ha la possibilità, il riccio si ciba anche di piccole rane, lucertole, uccelli, uova, piccoli topi, ghiande e bacche.
Chi cammina in zone tranquille di città e paesi, la sera, può imbattersi in un riccio. Questo tenderà ad evitare il contatto con l’uomo (non è un animale dalla tendenza socievole, benché non aggressivo) e non va quindi preso. Ricordiamo, tra l’altro, che la detenzione in cattività è proibita per legge, in quanto il riccio è un animale selvatico protetto. Tuttavia, se si trova un riccio in pericolo (perché ferito o cucciolo senza madre) è possibile dargli le prime cure e tenerlo in casa per il periodo di tempo strettamente necessario alla sua ripresa. Se il riccio trovato versa in cattive condizioni di salute, è indispensabile portarlo da un veterinario specializzato in animali selvatici o al comando forestale più vicino. Per dargli un primo riparo, potete usare una scatola di plastica con i bordi lisci e alti (così non scappa: il riccio, nonostante le apparenze, è un atleta!) o un trasportino per gatti. Le scatole di cartone sono da evitare, perchè i ricci sono in grado di bucarle in poco tempo. Se il riccio è piccolo o malato o ferito, gli si deve dare la possibilità di rimanere al caldo, mettendo una bottiglia dell’acqua calda nel giaciglio, coperta da uno straccio o della carta affinchè non si scotti. Si deve prestare attenzione a lasciargli un angolo fresco, però, dove potrà spostarsi nel caso la cuccia fosse troppo calda.
L’alimentazione di un riccio tenuto in casa non è molto complessa: è praticamente onnivoro e quindi un po’ di carne macinata, frutta e acqua possono essere sufficienti. Molta attenzione va prestata a patate e carote, perché devono essere cotti. Sembra che i ricci apprezzino molto le crocchette per gatti: potrebbe essere questa una buona soluzione per nutrirlo in caso di primo soccorso. Non va mai somministrato latte o derivati del latte: il lattosio è altamente tossico e può condurre alla morte un riccio in poco tempo. Anche mandorle e nocciole contengono sostanze velenose per un riccio.
Anche se non particolarmente socievole, il riccio si abitua alla presenza dell’uomo e una eventuale convivenza (per esempio nel giardino di casa) può essere piacevole. Il riccio va in letargo da ottobre/novembre a marzo/aprile e in questo periodo rimane nascosto nella tana che si è costruito (o sotto la paglia, o in tane scavate nel terreno). Una volta risvegliato, a primavera, il riccio non ricorda nulla della stagione precedente e anche se tenuto in cattività, non ricorda il contatto avuto con l’uomo.
Se incontrate un riccio in passeggiata, non toccatelo e non prendetelo. Un riccio percorre anche 10km a notte, per procurarsi cibo e sa sempre tornare alla propria tana. Se lo spostate, potrebbe perdere l’orientamento, o potreste esporlo a pericoli inattesi.
Se, invece, avete un giardino o abitate vicino a un luogo che ospita ricci (giardini pubblici o boschi), lasciate in un angolo piccoli rami e foglie: il riccio li potrà usare per costruirsi un nido. In giardino non utilizzate sostanze tossiche, come diserbanti o lumachicidi. Esistono diversi rimedi naturali per qualsiasi problema abbiate, basta informarsi bene. Le lumache avvelenate potrebbero uccidere i ricci che se le cacciano. D’estate lasciare sempre dell’acqua fresca a disposizione, in ciotoline basse. Il caldo estivo può portare alla morte il riccio.
In ogni caso vige sempre la stessa regola: il buon senso e il rispetto. Solo questi possono far vivere a lungo i ricci in libertà.
Greentips…consigli verdi-Puliamo il mondo
Settembre è il mese del grande rientro. Vacanze e ferie sono terminate per la maggior parte di noi e le località di villeggiatura si svuotano, tornando nella loro consueta calma invernale e le città, al contrario, riprendono vita, con i soliti ritmi scanditi dagli orari scolastici e di lavoro.
Tuttavia, il clima è ancora buono e qualche week end fuori porta ce lo possiamo ancora concedere. E questa volta pensassimo a qualcosa di diverso, dal solito giro al mare o al lago? Perchè non pensiamo all’ambiente che ci circonda? Lasciare in buono stato le località turistiche e mantere pulite e ordinate le città di residenza dovrebbe essere un’abitudine consolidata che non dovrebbe essere ribadita. Purtroppo non è sempre così: il senso civico viene spesso messo da parte e a pagarne le consueguenze è il mondo in cui viviamo.
E’ per questo che anche quest’anno Legambiente organizza e cura la versione italiana di Clean Up the World, Puliamo il Mondo, il più grande evento collettivo di pulizia dell’ambiente svolto da oltre 1.000 gruppi di volontari distribuiti su tutto il territorio nazionale, in collaborazione con associazioni, comitati e amministrazioni cittadine.
Puliamo il mondo non è solo un forte momento di impegno sociale, ma è anche un’occasione per riscoprire il piacere di sentirsi parte di una comunità collaborativa, che si attiva per un obiettivo comune.
Per poter diventare volontari è necessario segnalare la propria adesione a Legambiente, che provvederà a mettere in contatto i volontari con le organizzazioni già avviate nel territorio di interesse. Nel caso non ci fossero ancora gruppi, ci si può attivare in prima persona contattando le organizzazioni della propria zona, come circoli Legambiente, scuole, il comune, un ente parco, i gruppi scout, i gruppi della Società Speleologica Italiana, le associazioni.
Quest’anno Puliamo il Mondo si terrà durante il fine settimana dal 16 al 18 settembre (la raccolta adesioni, per queste date, si è già conclusa) e quello dal 23 al 25 settembre. Ci si può iscrivere a quest’ultimo weekend entro il 17 settembre.
Legambiente consegnerà ai gruppi di volontari un kit di pulizia che conterrà anche del materiale informativo. Per chi volesse prenderne visione in anteprima, o stampare le locandine per distribuirle, ecco i link:














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