Posts filed under 'Consigli verdi'

Ecogreentips…consigli verdi – L’energia pulita “sole vento alberi-Presadiretta”

Oggi non vogliamo scrivere di consigli verdi, giardini verticali o tetti verdi.
Non parleremo di inquinamento terrestre, atmosferico o marino.

Vogliamo solo riproporre la puntata che è andata in onda ieri, domenica 7 marzo su Rai3, di Presadiretta dal titolo “Sole vento alberi”.

I contenuti sono importantissimi e i servizi e le interviste proposte ci fanno capire che vivere con l’energia pulita non è solo un dovere sociale, ma è anche remunerativo.

Lasciamo a voi ogni commento della trasmissione, perchè noi siamo rimasti senza parole!

Cliccare sull’immagine per aprire il video in una nuova finestra

E’ richiesta l’installazione di Microsoft Silverlight

Add comment 8 marzo 2010

Greentips…consigli verdi – gli ecospot di Greenpeace

Add comment 4 marzo 2010

Greentips…consigli verdi – gli ecospot di Greenpeace

Add comment 4 marzo 2010

Greentips…consigli verdi – gli ecospot del WWF

Il WWF, negli anni, ha divulgato alcuni spot a favore della difesa dell’ambiente. Sono video brevi, ma dal significato enorme.
Guardiamoli.
E poi fermiamoci a pensare un minuto.

Add comment 4 marzo 2010

Greentips…consigli verdi – L’olio usato (esausto)

In questi giorni, in Italia, si è molto parlato del fiume Lambro e dell’atto criminale che l’ha visto diventare vittima del gasolio.  Per quel che pare ormai essere certamente un atto di sabotaggio, sono stati immessi nel fiume 15.000 metri cubi di gasolio, pari a più di 10 milioni di litri di olio combustibile. L’ecosistema è stato devastato: la flora e la fauna ne hanno immediatamente risentito e la moria di pesci e volatili selvatici è stata evidente sin dai primi momenti di questo disastro. Ma il danno è ben più profondo e sicuramente si trascinerà a lungo: i fondali del fiume si sono intrisi di olio e ogni forma di vita presente sta soffocando sotto la coltre nera del gasolio. Inoltre, le acque che ora sono contaminate servono all’irrigazione della campagna lombarda.

In merito a questa tragedia si possono trovare decine di articoli in rete. Noi ci vogliamo ora concentrare sui danni che provocano gli idrocarburi, i prodotti petroliferi e gli oli esausti, compresi quelli prodotti nelle nostre cucine.

In Italia vengono immessi al consumo 1 milione e 400 mila tonnellate di olio vegetale, cioè circa 25 chili pro-capite, di cui il 20% non viene utilizzato. Ciò significa che c’è un disavanzo di 280 mila tonnellate (5 chili pro-capite) di olio usato e quindi ricco di sostanze inquinanti da smaltire. L’olio di scarto proviene principalmente dalle fritture (sia domestiche, ovviamente, che dei ristoranti). L’olio, una volta portato ad alte temperature, modifica la sua struttura e si trasforma in prodotti volatili che non volatili. I volatili si disperdono nell’aria della cucina, quelli non volatili rimangono nella padella. Quando si scalda l’olio più volte, questo diventa di colore sempre più bruno/rosso, proprio perché le sostanze nocive si accumulano a causa della carbonizzazione dei residui di cibo. Più l’olio si degrada in cottura, più sono visibili i suoi cambiamenti: abbassamento del punto di fumo, aumento della viscosità, cambiamento dell’odore, sapore e colore, formazione di schiuma.

Se questo olio fortemente compromesso viene disperso nell’ambiente, crea un film sottile sullo strato di terra formando così una barriera che impedisce l’ossigenazione dell’ecosistema e l’assorbimento delle sostanze nutritive, uccidendolo.

Se l’olio viene riversato in acqua, si forma uno spessore che può variare dai 3 ai 5 cm e si sposta con la falda acquifera contaminata verso valle. Così si possono raggiungere pozzi di acqua potabile, anche lontani dalla zona di origine, rendendo non potabile l’acqua.

Si pensi che un solo litro di olio mescolato a un milione di litri di acqua è sufficiente ad alterare l’acqua, cambiandone il sapore e portandola sotto i limiti di potabilità. Un chilo di olio esausto basta a formare un sottile strato mortale su una superficie vasta mille metri quadrati.Questo ci fa capire quanto enorme sia il danno provocato al fiume Lambro.

Oltre che a danni inestimabili per l’ambiente, il riversamento dell’olio nelle risorse idriche provoca il malfunzionamento dei depuratori degli impianti fognari.Per ripristinarli è necessario realizzare appositi costosissimi disoleatori, che funzionano sul principio di flottazione secondo cui l’olio galleggia sopra i liquami.

Tutto questo ci fa capire quanto dannosa sia l’abitudine di versare gli oli esausti prodotti in cucina nello scarico del lavandino.

E’ l’azione più irresponsabile e pericolosa che si possa fare in cucina. Per un corretto smaltimento dell’olio esausto, la cosa migliore è raccoglierlo in un contenitore (una bottiglia vuota andrà benissimo) e portarlo nelle isole ecologiche, nei centri di raccolta oli esausti o da alcuni benzinai che svolgono questo servizio. In alternativa è sicuramente meno dannoso gettarlo con i rifiuti indifferenziati.

La prossima volta che volete fare una frittura, pensate bene alle conseguenze che l’olio può provocare all’ambiente, se non correttamente smaltito e tenete bene in mente le foto del fiume Lambro di questi giorni (photo gallery).

Add comment 28 febbraio 2010

Previous Posts


Clicca qui per iscriverti a questo sito e ricevere le notifiche dei nuovi articoli via e-mail.

I feed

Ecogreentips pages

Categorie

Gli ultimi Greentips

Top Posts

Creative common

Blogroll

Greenpeace Energy Revolution

Join the energy revolution - Greenpeace

WWF-Spread the word

Support WWF

Trovi i Greentips anche qui: