Ecogreentips…consigli verdi-la marea nera del Golfo del Messico
8 ottobre 2010 at 14:37 Lascia un commento
Noi non dimentichiamo!
Ad aprile un quantitativo impressionante di petrolio greggio si è riversato in mare, a causa di un incidente su una piattaforma della BP. E’ ben nota a tutti la vicenda e a tutti sono ben noti i disastri economici ed ambientali che ha comportato.
Ma a distanza di mesi dal tragico evento, che sviluppi ci sono stati? In seguito alle numerosissime critiche avanzate da cittadini e istituzioni sul modo in cui la Casa Bianca ha gestito l’emergenza, il Presidente USA Barack Obama ha istituito una speciale Commissione, (la National Oil Spill Commission), con il compito di stabilire le effettive responsabilità della Casa Bianca.
L’Amministrazione in oggetto si è difesa sostenendo che la reazione del governo federale è stata poderosa e immediata». E hanno aggiunto che ogni azione intrapresa era «fondata sulla scienza», mettendosi così in contrapposizione alla BP e alle amministrazioni locali.
La Commissione ha stabilito, dopo le dovute indagini, che l’Amminstrazione si è mossa con lentezza ed è stata eccessivamente ottimista, troppo sicura del fatto che BP potesse gestire l’emergenza con sicurezza e rapidità, ripristinando tempestivamente il pozzo saltato. Gli esperti dell’Amministrazione Obama si erano subito resi conto della gravità dei fatti, ma hanno atteso troppo a lungo prima di intervenire drasticamente. La Commissione ha anche accusato l’Amminstrazione di aver volutamente l’Ufficio per il budget e il management (OMB) non vollero che venissero resi pubblici i reali dati del disastro.
Come ne uscirà, il Presidente Obama, da questo rapporto? Come verrà visto, ora, dagli Americani che l’hanno votato con fiducia? I prossimi mesi ci daranno la risposta.
Nel frattempo, nel sito della BP si legge che il primo ottobre il colosso petrolifero inglese ha firmato un accordo, impegnandosi investire ulteriori 20 milioni di dollari in fondi legati alla Deepwater Horizon Oil Spill, al fine di ripagare chi ha avanzato richiesta di risarcimento. Più precisamente, la BP trasferirà gli interessi maturati dagli introiti di petrolio e gas dei suoi pozzi Thunder Horse, Atlantis, Mad Dog, Great White and Mars, Ursa e Na Kika al fondo creato per il riscarcimento.
Nel momento stesso in cui i tecnici hanno decretato che la falla nel pozzo Macondo era definitiviamente chiusa, sono inziati i processi di smantellamento del pozzo stesso. Allo stesso tempo, la BP si è impegnata a continuare il processo di ripristino della zona e di pulizia e decontaminazione delle imbarcazioni che sono state travolte dalla marea nera.
Il 23 agosto, le domande di privati e imprese relative all’incidente Deepwater Horizon sono state trasferite alla Costa del Golfo Claims Facility (GCCF). Ad oggi, oltre 86.000 aventi diritto hanno presentato domanda per il GCCF, con oltre 44.000 domande per un totale di oltre 806 milioni dollari pagati, tra cui un fondo di 34,5 milioni dollari per i mediatori immobiliari e agenti. Prima del trasferimento al GCCF, BP aveva fatto 127.000 pagamenti, per un totale di circa 399 milioni dollari. In conformità con gli accordi intercorsi, BP ha già stanziato $ 3 miliardi e conta di dare un contributo aggiuntivo di 2 miliardi di dollari nel quarto trimestre del 2010 e 1,25 miliardi dollari a cadenza trimestrale, fino alla fine del 2013.
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