Greentips…consigli verdi – il buco nell’ozono
7 marzo 2010
L’ozono è un gas formato da tre molecole di ossigeno (O3), a differenza dell’ossigeno da noi respirato, che di molecole ne ha due (O2).
L’ozono, che si può trovare in una fascia compresa tra 10 e 60 km. Da quando si è creato, milioni di anni fa, lo strato di ozono ha sempre subito oscillazioni nel suo spessore, ma negli ultimi 20 anni si è riscontrato un suo preoccupante assottigliamento. Si è scoperto che i gas inquinanti prodotti dall’attività dell’uomo (uno su tutti, la CO2) sono stati la principale causa di questa importante riduzione dello spessore dell’ozono. In particolar modo, questo fenomeno ha interessato un’area molto vasta sopra il Polo Sud. Il suo mutamento di spessore, dalla sua graduale lentezza è diventato repentino e brusco.
L’ozono è la barriera che filtra i raggi UV provenienti dal Sole. Se i raggi UV raggiungessero la Terra in eccessive quantità, si noterebbero tre principali effetti:
si ridurrebbe notevolmente la quantità di plancton presente nel mare, con una importante ricaduta su tutto l’ecosistema marino. Il plancton, infatti, è il primo anello della catena alimentare marina- si altererebbe il processo della fotosintesi clorofilliana, rallentando la crescita delle piante e la loro produzione di frutti
- aumenterebbero i tumori della pelle, a causa delle alterazioni nel DNA e si abbasserebbe la capacità del sistema immunitario di difenderci.
Un eccessivo irraggiamento di raggi UV porterebbero a una desertificazione del Pianeta, con una notevole riduzione della vegetazione.
Tuttavia, recentissimi studi condotti a Leeds, hanno dimostrato che il buco nell’ozono sopra il Polo Sud si sta riducendo, ma questo sembra non essere una bella notizia.
Infatti, sotto il buco si sono creati venti ad alta velocità, che hanno a loro volta formato nubi nel periodo estivo che rimandano i raggi solari più potenti, agendo come specchi riflettenti sul calore prodotto dall’anidride carbonica.
Se questi venti cessano di soffiare, la CO2 potrebbe aumentare il riscaldamento dell’emisfero meridionale del Pianeta.

Tutto ciò è dovuto al così detto aerosol: una sospensione di particelle di acqua spruzzata dal mare, che i venti prelevano e fanno ascendere nell’aria. I gas ad effetto serra, che trasformano in calore la radiazione infrarossa assorbita dalla Terra, vengono riflessi dall’aerosol verso lo spazio, raffreddando così il Pianeta.
Gli esperti di Leeds sostengono che se il buco si chiudesse, i venti diminuirebbero sensibilmente, con un conseguente e disastroso effetto prodotto dalle nubi, accelerando il processo di riscaldamento dell’emisfero sud del mondo.
Entry Filed under: Ecologia. Tag: buco nell'ozono, co2, global warming, inquinamento, Leeds, ozono, raggi uv, riscaldamento globale, strato di ozono, surriscaldamento globale.
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1. Antonino Giglio | 8 marzo 2010 at 06:45
Io non ci credo che gli aerosol siano la causa dei buchi nell’ozono ma degli esprimenti nucleari fatti per decenni…
2. Barbara | 8 marzo 2010 at 08:54
Infatti non sono gli aerosol sono le nuvole di acqua portate dai venti sotto il buco dell’ozono e il loro potere riflettente porta il calore verso l’alto e lo disperde nello spazio. Si chiamano aerosol perchè sono costituiti da particelle di acqua vaporizzate. Se il buco sia stato creato dai test nucleari, questo ancora non si sa. Certo è che si è notato l’allargamento del buco in concomitanza dell’aumento del traffico sulla Terra. Più il progresso aumenta (con più automobili e più industrie) e più lo strato di ozono si assottiglia.
Sembra che sia la CO2 a “corrodere” l’ozono. Detto i questo, i Greentips sono totalmente contrari al nucleare:che abbia o no inciso all’allargamento del buco dell’ozono, comunque è un’energia falsamente pulita. E’ molto costosa e molto inquinante (non emette CO2 mentre è in attività, ma la costruzione e lo smantellamento delle centrali ha un impatto devastante sull’ambiente.