Archive for agosto 2009
Greentips…consigli verdi – il rischio di estinzione
Non si sa quante specie animali e vegetali popolano la Terra. Gli esperti stimano che possano esistere dai 5 a 15 milioni di specie diverse di flora e fauna e solo 1,5 milioni sono state descritte ed è stato assegnato loro un nome. La biodiversità è però messa a rischio.
I biologi stimano infatti che ad oggi il 23% degli animali e il 12% degli uccelli siano minacciati di estinzione, mentre molte altre specie si sono già estinte.
La Lista Rossa dall’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN) ha elencato e suddiviso in categorie le specie a rischio. Ecco le principali distinzioni:
•Vulnerabile: specie animale a rischio di estinzione allo stato selvatico.
•A rischio: specie animale ad alto rischio di estinzione allo stato selvatico.
•A un punto critico di rischio: specie animale ritenuta ad altissimo rischio di estinzione allo stato selvatico.
•Estinta allo stato selvatico: specie che sopravvive soltanto in cattività o all’interno di zone protette.
•Estinta: gli esperti sono ragionevolmente sicuri che gli ultimi esemplari (selvatici o in cattività) siano tutti scomparsi.
Le tigri indiane, i rinoceronti neri, le foche monache, i cammelli sono tutti ad alto rischio di estinzione. In 30 anni, per esempio, il numero dei rinoceronti neri è diminuito del 95% e quello delle tigri allo stato selvatico si è ridotto a circa 5.000 esemplari.
Ecco alcune specie a rischio:
Orso polare
Panda gigante
Tigre
Pinguini
Leopardo delle nevi
Elefante
Rinoceronte
Gorilla
Lemuri
Foca Monaca
Qui trovate l’elenco delle specie in via di estinzione.
Ma quali sono le cause principali dell’estizione?
Ovviamente i motivi sono differenti e talvolta anche naturali, come la scarsa capacità di riprodursi, o il cambiamento climatico di determinate zone del pianeta. Purtroppo, però, la civilizzazione dell’uomo, la globalizzazione, l’inquinamento, l’effetto serra hanno ridotto sensibilmente i tempi di estinzione.
La deforestazione ha contribuito alla rapida perdita di piante ed animali viventi nella foreste pluviali: le foreste amazzoniche costituiscono l’area in cui più di tutte si sono mostrati evidenti i passaggi dell’uomo. Anche la bonifica di zone paludose, o la costruzione di nuove città o di strade hanno abbattuto aree di natura selvaggia, sterminandone la vita.
Un secondo grave motivo di estinzione è la caccia indiscriminata. I bracconieri non si fanno scrupoli ad abbattere esemplari a rischio, o per collezionare trofei di caccia o –peggio ancora- per vendere al mercato nero gli animali più richiesti (si pensi al rinoceronte, cacciato per il suo corno). Altre specie, invece, muoiono accidentalmente, ma sempre per mano dell’uomo: è il caso dei delfini che rimangono intrappolati nelle reti dei pescatori; o dei lamantini che vengono falciati dalle eliche dei motoscafi.
Una terza causa è l’inquinamento: la contaminazione di vaste aree, come anche l’inquinamento dell’acqua, portano all’avvelenamento delle specie esistenti in determinate zone.
La situazione attuale è gravissima e in progressivo e veloce peggioramento. Ma ognuno di noi può fare qualcosa per cercare di rallentare l’estinzione dal nostro mondo di fauna e flora. Per esempio, basta evitare di acquistare prodotti esotici di provenienza non certificata; non tenere in cattività animali esotici, strappati dal loro habitat e introdotti sul nostro continente in condizioni critiche; acquistare prodotti locali per abbattere l’inquinamento e preferire prodotti di agricolture biologiche, che non fanno uso di pesticidi o altri veleni.
4 comments 27 agosto 2009
Greentips…consigli verdi – Suggerimenti ecosostenibili
Effetto serra, buco nell’ozono, riduzione delle risorse naturali, riscaldamento globale, inquinamento…
Sono i problemi che più ricorrono nelle discussioni sulla salvaguardia dell’ambiente. La vita moderna ha accelerato i ritmi della civilizzazione, causando danni enormi al Pianeta su cui viviamo. Fino a qualche decennio fa non si pensava che le risorse naturali potessero terminare o deteriorarsi irrecuperabilmente. Negli ultimi anni, invece, gli effetti sono sotto gli occhi di tutti e i Governi dei Paesi più civilizzati stanno cercando soluzioni per limitare i danni all’ambiente.
Ma è ovvio che non è possibile pretendere che siano solo i potenti a dover prendere misure drastiche. Anche i singoli individui e le aziende possono intraprendere una propria “strada verde” e gli sforzi di tutti, se uniti, non possono che portare dei vantaggi. Ecco alcune semplici regole che ognuno di noi può mettere in pratica nella vita di tutti i giorni:
Non lasciare gli elettrodomestici in stand-by
Usare lampadine a basso consumo
Installare i riduttori di flusso dell’acqua
Installare valvole termostatiche sui termosifoni
Usare la lavatrice a temperature basse (40/60ºC)
Usare la lavastoviglie solo a pieno carico
Isolare il cassonetto degli avvolgibili
Non utilizzare l’asciugatura ad aria calda nella lavastoviglie
Sostituire il vecchio frigorifero con uno nuovo più efficiente
Sostituire la vecchia lavatrice con una nuova più efficiente
Sostituire lo scaldabagno elettrico con uno a gas
Scegliere una caldaia più efficiente
D’inverno tenere in casa una temperatura di 20º C
D’estate ridurre l’uso del condizionatore in casa
Usare correttamente l’aria condizionata in auto
Mantenere una velocità moderata in autostrada
Mantenere un’andatura regolare in città Utilizzare le marce alte
Evitare di riscaldare il motore a veicolo fermo
Controllare la pressione dei pneumatici almeno una volta al mese
Scegliere pneumatici “Fuel Saver”
Scegliere lubrificanti “Fuel Economy”
Non utilizzare accessori chepenalizzino l’aerodinamica dell’auto
Evitare carichi superflui in auto
Scegliere prodotti locali e di stagione
Evitare l’acquisto di prodotti esageratamente imballati
Sostituire il computer fisso con un portatile
Riciclare l’acqua piovana per annaffiare le piante di casa
Usare di più i mezzi pubblici o la bicicletta
Coltivare (se possibile) alcune verdure e piante aromatiche in casa
Creare, sempre se possibile, un giardino pensile o un tetto verde
Ridurre il consumo di plastica
Riciclare i rifiuti nel modo corretto
Usare più prodotti e detersivi naturali
(fonti: ENI, Ecogreentips)
E le aziende? ENI, per esempio, è da sempre impegnata per la salvaguardia dell’ambiente e ha recentemente creato un portale in cui vengono trattati temi sul risparmio energetico. Inoltre, ENI ha creato una rete di collaborazione con altre aziende altrettanto impegnate, tra cui Pirelli, Coca-Cola, Touringclub, Topolino. L’elenco e l’area d’azione possono essere viste nel sito ENI 30percento. E’ possibile aiutare il nostro ambiente anche scegliendo le Aziende impegnate nel risparmio energetico e volte all’eco-sostenibilità.
Add comment 25 agosto 2009
Greentips…consigli verdi – la deforestazione
Da sempre il legno è usato dall’uomo come materiale indispensabile per la propria vita. Dalle case, agli utensili, ai materiali da esso derivati, il legno è presente nella vita quotidiana.
La deforestazione consiste nell’abbattimento degli alberi, principalmente per ricavare terreno coltivabile o per utilizzarne il legno. Ma cosa succede quando gli alberi vengono abbattuti in maniera eccessiva e indiscriminata? Gli effetti negativi sono numerosi e le conseguenze non riguardano solo le aree interessate dalla deforestazione, ma gli effetti si ripercuotono in tutto il Pianeta.
Come primi effetti, si ha uno squilibrio della biosfera (la parte più vitale della Terra): il terreno perde fertilità e aumentano i processi di erosione. Nelle zone più umide del Pianeta, le piogge che vi cadono trascinano i sedimenti nei corsi d’acqua, aumentando la presenza di detriti. Questo provoca l’alterazione degli ecosistemi acquatici, modificandoli negativamente; nelle zone aride si nota l’incremento della desertificazione. Il decremento delle aree verdi non consente di assorbire sufficiente CO2 (che sta aumentando a causa dell’inquinamento); ciò significa che aumenta l’effetto serra e quindi il riscaldamento globale. Le foreste possiedono numerose caratteristiche, tra cui la conservazione delle biodiversità, la conservazione dell’acqua nel suolo, contrastano la desertificazione, trattengono le valanghe, stabilizzano le dune sabbiose e proteggono le zone costiere. Non da ultimo, le foreste costituiscono anche un serbatoio indispensabile per l’assorbimento del carbonio. Le foreste integre assorbo più del 60% dell’anidride carbonica presente nell’aria, rispetto ad altre aree verdi (per esempio, le foreste di eucalipti australiane trattengono 25,5 miliardi di tonnellate di gas serra).
I danni causati dall’alterazione dell’ambiente sono grandissimi. L’abbattimento degli alberi per coltivare piante diverse fa sì che i terreni diventino sterili. L’introduzione di vegetazione differente dall’ecosistema scelto modificano irrecuperabilmente la flora e la fauna locale, estinguendo così specie animali e vegetali. Dal confronto delle immagini elaborate tramite i satelliti, si è potuto constatare che negli anni ’80 in Brasile si sono disboscati più di 200.000km2 di foreste pluviali all’anno. Nel mondo si perdono circa 13 milioni di ettari di foreste (considerando il rimboschimento di alcune aree, si ottiene un saldo negativo di quasi 8 milioni di ettari). Gli evidenti danni ambientali hanno imposto che i Governi dei Paesi più industrializzati si accordassero per intraprendere misure preventive. Fermo restando che il legno è un bene di prima necessità per moltissime popolazioni ed è un materiale insostituibile per tutti, il Canada (in cui si abbattono circa 2200 km2 all’anno di foresta, pari all’1% del patrimonio forestale locale sfruttabile) ha imposto alle aziende operanti nel settore del taglio e trasporto di legname che provvedano al piantonamento delle aree depauperate entro 5 anni dall’abbattimento delle aree disboscate. Un altro grande passo verso la salvaguardia delle foreste è stato fatto nel 1992 a rio de Janeiro, durante la conferenza delle Nazioni Unite per l’Ambiente e lo Sviluppo.
Cercando di trovare un equilibrio tra commercio e salvaguardia del patrimonio forestale, si sono formate organizzazioni interessate alla protezione delle foreste pluviali. Queste organizzazioni si sono rapidamente sviluppate anche in altre aree e si sono creati gruppi di acquisto consapevoli anche in Nord America ed Europa. Il problema è gravissimo e in uno stato avanzato di danno, che se reiterato diventerà irrecuperabile. I Governi e le Organizzazioni mondiali si sono già attivati per salvaguardare quanto ci rimane delle foreste.

Ma anche noi possiamo contribuire alla difesa dei polmoni del mondo. Per esempio, impariamo a differenziare i nostri rifiuti. Riciclare correttamente la carta e il cartone permette di non abbattere ulteriori alberi per produrre nuova carta. Anche il legno può essere riciclato. Da esso si può ottenere truciolato, utile per la creazione di altri oggetti. Se dobbiamo acquistare carta nuova, scegliamo quella con il marchio FSC (Forest Stewardship Council) . Scegliamo i prodotti del commercio equo e solidale e scegliamo il turismo sostenibile per i nostri viaggi.
Add comment 24 agosto 2009
Greentips…consigli verdi – le patate sul terrazzo
Coltivare patate per il consumo familiare non è difficile. Basta avere qualche patata e un sacco di plastica nero condominiale.
Ecco come fare.
Il primo passo è preparare le patate da piantare. Mettete alcune patate in un posto asciutto e tiepido per almeno una settimana e aspettate che germoglino. Quando i germogli hanno raggiunto la lunghezza di un paio di centimetri, tagliate i tuberi in grossi pezzi (circa 5 cm), in maniera tale che ogni cubetto abbia almeno due germogli.
Il secondo passo è preparare il sacco. Arrotolate i bordi, per ridurne l’altezza. Praticate alcuni fori nella plastica: serviranno al drenaggio. Riempite un terzo del sacco di terra e posizionatelo in un luogo del terrazzo o del giardino in pieno sole.
Spolverate i pezzi germogliati di patata con dello zolfo per agricoltura, per proteggerle dai parassiti. Interrate le patate nel sacco nero con i germogli rivolti verso l’alto, coprendole con 5 cm di terra e annaffiate con abbondante acqua.
Quando i germogli raggiungono 10 cm, aggiungete altra terra e coprite con un po’ di paglia. Coprite i germogli il più possibile, lasciando spuntare solo le prime foglioline. Continuate ad aggiungere terra e a srotolare il sacco, man mano che le piantine crescono e annaffiatele con costanza.
Capirete che le patate sono quasi pronte per la raccolta quando le foglie delle piante inizieranno a ingiallire e a sbiadire. E’ questo il momento di non intervenire più sulle piante, lasciandole inalterate per due o tre settimane, la loro buccia si irrobustrirà.
Per raccogliere le patate, basterà aprire il sacco da un lato.
Fonte: diynetwork.com
2 comments 16 agosto 2009



